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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Traffico di rifiuti, la finanza ferma un autocarro abusivo: quattro persone nei guai

BRINDISI – Il meccanismo era semplice: chi doveva sbarazzarsi di rifiuti metallici sottopagava un trasportatore abusivo, che poi provvedeva ad uno smaltimento irregolare. Ma a fermare il traffico illegale è stata la sezione operativa navale della guardia di finanza di Brindisi, che da tempo tiene d'occhio un fenomeno in pericolosa ascesa, legato agli affari sui rifiuti.

BRINDISI - Il meccanismo era semplice: chi doveva sbarazzarsi di rifiuti metallici sottopagava un trasportatore abusivo, che poi provvedeva ad uno smaltimento irregolare. Ma a fermare il traffico illegale è stata la sezione operativa navale della guardia di finanza di Brindisi, che da tempo tiene d'occhio un fenomeno in pericolosa ascesa, legato agli affari sui rifiuti.

Nell'ambito dei controlli di polizia economico-finanziaria, le "fiamme gialle" hanno constatato la violazione di specifiche norme di carattere ambientale. In particolare i finanzieri hanno denunciato quattro persone e rinviate a giudizio per "gestione di rifiuti speciali senza autorizzazione e falsità in registri e notificazioni", mentre sono stati sottoposti a sequestro un autocarro e una tonnellata e mezza di rifiuti speciali.

Le indagini condotte per oltre un anno dai finanzieri e coordinate dalla Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Brindisi hanno fatto emergere un complesso sistema che permetteva alle aziende coinvolte di raggirare le norme ambientali, eludendo il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Quest'omissione consentiva ai diversi produttori di rifiuti il conferimento degli scarti da lavorazioni meccaniche con operazioni non registrate fiscalmente. Nel caso specifico, i finanzieri hanno fermato un autocarro abusivo - sprovvisto cioè di bolle di accompagnamento - che trasportava rottami metallici. Il controllo è avvenuto a Brindisi, mentre il camion era diretto a Francavilla Fontana. Gli scarti, insomma, provenivano da aziende del capoluogo. Ad insospettire i militari, è stato il contenuto dell'autocarro visto che l'effettivo quantitativo del carico trasportato era maggiore di quanto riportato sul formulario. In sostanza, l'obiettivo era quello di gabbare il fisco risparmiando sui costi per lo smaltimento dei rifiuti speciali, per i quali sarebbe stata necessaria una spesa decisamente maggiore.

Sugli affari sporchi legati ai rifiuti, già da tempo ha messo gli occhi anche la magistratura, visto che sono in corso indagini per verificare le procedure utilizzate in fatto di raccolta differenziata. Ma se in quel caso i sospetti ricadono sui singoli, stavolta ci sarebbe il coinvolgimento di una ditta, che ne beneficiava assieme a coloro che dovevano sbarazzarsi dei rottami.

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