Cronaca

Eseguita autopsia sull'uomo trovato carbonizzato dopo accoltellamento

Si è conclusa nella notte tra lunedì 4 e martedì 5 gennaio l’autopsia sul corpo del 34enne di Torre Santa Susanna Pierluigi De Punzio, trovato morto carbonizzato all’alba di sabato scorso nelle campagne di contrada Lu Bellu sulla Torre San Pancrazio

BRINDISI –. L’esito dell’esame autoptico dovrebbe essere reso noto nelle prossime ore. Se si è trattato di un suicidio così come ipotizzano gli investigatori o se, invece, la morte del 34enne, responsabile anche (sempre da quanto accertato fin ora) del ferimento a colpi di coltello della sua ex fidanzata e del nuovo compagno, è stata causata da altre circostanze saranno le indagini a stabilirlo. La salma del giovane, imprenditore edile, salvo diverse disposizioni dovrebbe essere consegnata alla famiglia nella tarda mattinata di martedì 5 gennaio per la celebrazione dei funerali.

Certo è che la vicenda ha ancora tanti lati oscuri. Il 34enne nella serata di Capodanno avrebbe accoltellato la sua ex Federica Guzzo e il nuovo fidanzato Daniele Scredi nella zona industriale di Torre e poi si è dato fuoco in un terreno di famiglia alla furgone presunto suicidio (2)-3-3periferia del paese, il suo corpo è stato trovato all’alba di sabato 2 gennaio accanto a un furgone anch’esso carbonizzato. Nella zona del ferimento, invece, è stata trovata la sua auto incidentata con gli airbag scoppiati. Secondo le prime ipotesi il 34enne dopo aver ferito gravemente la sua ex donna e il rivale in amore si è poi suicidato dandosi fuoco.

Ma l’intera vicenda non convince del tutto chi conosceva Pierluigi De Punzio, descritto da molti come un bravo ragazzo, dedito al lavoro, aveva rilevato l’azienda edile del padre. Sempre di buon umore. Ancora non è stato accertato ad esempio in che circostanze è avvenuto l’incontro fra De Punzio e i due fidanzati, in una zona buia solitamente frequentata dalle coppiette. Si è trattato di un incontro casuale? Si erano dati appuntamento? Come mai l’imprenditore ha perso il controllo della sua Ford Kuga, sbattendo contro una colonnina di cemento? L’incidente è avvenuto prima o dopo l’aggressione? Il 34enne aveva con sé un fucile da caccia di proprietà nel padre, legalmente detenuto. Gli investigatori presumono che il torrese, accecato dalla gelosia per la fine di una relazione decennale (il fidanzamento fra Federica e Daniele risale alla scorsa estate), intendesse regolare i conti col piombo, ma quando l’arma è stata recuperata (era appoggiata sul sedile del passeggero) la sicura era ancora innestata, almeno questo è quanto è emerso successivamente.

Il luogo dell'accoltellamento di GravimaQuindi, probabilmente De Punzio avrebbe impugnato un coltello da cucina lungo circa 30 centimetri (la lama circa la metà), ferendo la Guzzo e Scredi. A questo punto la ricostruzione dei fatti si incaglia in uno dei nodi più intricati. La Ford era inutilizzabile a causa della collisione contro un pilastro di cemento. Possibile che De Punzio, presumibilmente ferito, sia riuscito a percorrere a piedi i tre chilometri di strada che lo separavano dal garage di famiglia in cui si trovava custodito il furgoncino Iveco Daily cassonato munito di braccio meccanico, di proprietà di un parente? Gli inquirenti non scartano affatto l’ipotesi che l’uomo si sia fatto prelevare da qualcuno, per farsi accompagnare fino al fabbricato. Una volta giunto a destinazione, De Punzio avrebbe aperto la porta di ingresso del deposito con le mani sporche di sangue, come si può dedurre dalle tracce ematiche trovate sulla maniglia, e presumibilmente si è messo alla guida del veicolo. Il suo telefono cellulare resta acceso fino alle ore 2.

L’ultimo segnale viene localizzato in un fondo agricolo sempre di proprietà dei De Punzio, in contrada Lu Bello, fra San Pancrazio e Torre Santa Susanna. I carabinieri si recano subito sul posto, imbattendosi nel furgone e nel corpo dell’accoltellatore avvolti furgone presunto suicidio-2dalle fiamme. Il cadavere giaceva accanto alla cabina lato guida. Nel frattempo, Scredi, alla guida della sua Fiat Punto, da quanto si apprende si era recato presso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino lasciando la sua fidanzata alla zona industriale. La giovane è stata prelevata da un’ambulanza del 118 giunta alla zona industriale di Torre perché chiamata da alcuni passanti. Perché Scredi ha lasciato la sua compagna ferita e agonizzante da sola per strada? Anche questo è un aspetto ancora tutto da chiarie. Milto De Nozza, il pubblico ministero che coordina le indagini, ha ascoltato il ferito, che si trova ricoverato nel reparto di chirurgia toracica del Vito Fazzi di Lecce ma sul racconto del giovane vige il massimo riserbo. La Guzzo, invece, non è ancora in grado di parlare. La 25enne inizialmente è stata ricoverata nel reparto di Anestesia e Rianimazione del Perrino. Durante la notte fra sabato e domenica le sue condizioni si sono aggravate, rendendo necessario il trasferimento verso l’ospedale di Bari. Ci sono inoltre almeno tre testimoni che hanno assistito alla lite. Ma la svolta potrebbe arrivare dalle telecamere. I militari hanno acquisito le immagini riprese da numerose telecamere presenti nella zona industriale di Francavilla. Da sabato gli investigatori stanno passando al microscopio i fotogrammi, nella speranza di dipanare la nebbia avvolge il delitto. Anche le tracce lasciate sul coltello usato per il ferimento potrebbero fornire elementi importanti. 

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