Trasparenza, incontri di "Idea"

FRANCAVILLA FONTANA - L’associazione Idea di Francavilla Fontana intende coinvolgere la società civile con riferimento allo specifico tema della trasparenza nella pubblica amministrazione

Una conferenza di Idea

BRINDISI - L’associazione Idea di Francavilla Fontana intende coinvolgere la società civile attraverso una costante opera di informazione e di sensibilizzazione della opinione pubblica. Con riferimento allo specifico tema della trasparenza nella pubblica amministrazione è già in programma l’allestimento di incontri monotematici di approfondimento da avviarsi subito dopo la oramai imminente pausa estiva.

“Come è noto – si legge in una nota degli avvocati Domenico Attanasi e Antonello Denuzzo - la legislazione del nostro Paese non contempla un vero e proprio diritto all’informazione paragonabile, per esempio, a quello che negli USA è garantito dal Freedom of Information Act.

Secondo gli autori di “The silent State”, il primo rapporto sullo stato dell’accessibilità alle informazioni pubbliche in Italia, redatto da Diritto Di Sapere e Access-Info Europe e pubblicato nel mese di aprile 2013, il contesto normativo italiano è addirittura ‘tra i più restrittivi in Europa”.

“Eppure, dallo scorso 22 aprile – prosegue i cittadini italiani possono utilizzare un istituto giuridico destinato a rivoluzionarne i rapporti con lo Stato: il diritto di accesso civico introdotto dal decreto legislativo n. 33/2013, subito ribattezzato ‘decreto trasparenza’. L’art. 5 del provvedimento stabilisce che ‘l’obbligo previsto dalla normativa vigente in capo alle pubbliche amministrazioni di pubblicare documenti, informazioni o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione’.

Dunque, si tratta di una rivoluzione rispetto al principio di accesso condizionato previsto dalla legge 241/1990, in base al quale il diritto di accesso alle informazioni delle P.A. era riservato soltanto ai titolari di un interesse concreto rispetto ai documenti che si pretendeva di conoscere. La novità è proprio nell’aver conferito ai cittadini l’iniziativa, una volta definito il perimetro delle informazioni e dei dati da pubblicare. Informazioni e dati che hanno un grande valore anche sul piano più specifico delle politiche anticorruzione, dalle quali lo stesso decreto legislativo n. 33/2013 trae origine. D’altra parte, il decreto legislativo n. 33/2013 prescrive di rendere pubblici tutti gli incarichi di consulenza commissionati a terzi, l’adozione di un programma triennale per la chiarezza da aggiornare con cadenza annuale e la nomina del responsabile della trasparenza all’interno di ogni reparto amministrativo”.

“All’interno di ogni sito istituzionale – conclude - poi, la sezione relativa alla pubblicazione degli atti pubblici e delle delibere dovrà essere agevolmente consultabile per almeno 5 anni o sino alla perdita di efficacia.

L’obbligo di trasparenza si estende alla pubblicazione, da parte di regioni, province e province autonome, dei rendiconti dei gruppi consiliari regionali e provinciali, con l’esatta indicazione delle risorse che sono state trasferite ad ogni gruppo.

Inoltre, sono da pubblicare i dati riguardanti l’ammontare totale dei premi stanziati per la performance dei dipendenti pubblici, così come l’ammontare dei premi che sono stati concretamente distribuiti.

È stato previsto, infine, l’obbligo di evidenza pubblica dell’ “indicatore di tempestività dei pagamenti” da parte della P.A., ossia l’indicatore dei tempi medi di pagamento per l’acquisto di beni, forniture e servizi.

In definitiva, si può affermare che l’accesso civico costituisca, insieme agli altri istituti dell’anagrafe degli eletti nonchè della difesa civica, un complesso di strumenti in grado di preservare un livello perlomeno adeguato di trasparenza, di garantire “la legalità e di lo sviluppo della cultura dell’integrità” all’interno della pubblica amministrazione, proprio secondo le intenzioni del decreto legislativo n. 33/2013”.

 

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