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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Trasportavano droga da Brindisi a Ostuni: 4 anni e 8 mesi a testa

BRINDISI - Condanne dimezzate rispetto alle richieste del pubblico ministero per due brindisini accusati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Si tratta del 34enne Duilio Daniele e del 27enne Marcello Musarò, entrambi condannati a quattro anni e otto mesi di reclusione, per decisione del gup Paola Liaci. Il sostituto procuratore Luca Bucchieri aveva chiesto dieci anni per Duilio e 9 anni e sei mesi per Musarò.

BRINDISI - Condanne dimezzate rispetto alle richieste del pubblico ministero per due brindisini accusati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Si tratta del 34enne Duilio Daniele e del 27enne Marcello Musarò, entrambi condannati a quattro anni e otto mesi di reclusione, per decisione del gup Paola Liaci. Il sostituto procuratore Luca Bucchieri aveva chiesto dieci anni per Duilio e 9 anni e sei mesi per Musarò.

I due brindisini furono arrestati a luglio scorso dalla polizia in servizio di perlustrazione nella Città Bianca, furono bloccati sulla strada provinciale che collega Brindisi a Ostuni. Era il pomeriggio del 9 luglio scorso, entrambi viaggiavano a bordo di una Fiat Marea station wagon di colore scuro. La velocità sostenuta a cui l'auto sfrecciava fu notata dagli agenti impegnati in un posto di blocco, che intimarono l'alt.

La perquisizione dei poliziotti culminò nella scoperta del carico pesante, ben 565 grammi di eroina e 916 grammi di hascisc, destinata a chissà qualche piazza di spaccio. Musarò, incensurato che nella vita vende frutta e verdura insieme al fratello, fu colto insieme al presunto complice con le mani del sacco, furono arrestati in flagranza. Subito dopo l'arresto entrambi i brindisini furono condotti in caserma per l'interrogatorio di rito, da lì in carcere, malgrado l'assenza di precedenti di qualsiasi natura.

Il 34enne ha tentato di alleggerire la posizione di Musarò spiegando che il ragazzo lo stava solo accompagnando e che entrambi erano solo dei corrieri. La droga non era di loro proprietà. Non dovevano venderla. Il giudice li ha ascoltati e ha poi deciso per la convalida l'arresto in carcere. Gli appartamenti di entrambi furono perlustrati da cima a fondo, ma non fu trovata altra droga, come pure gli agenti avevano sospettato.

Il pubblico ministero ha chiesto il giudizio immediato, la sentenza è arrivata nella mattinata di ieri. Eliminata dal capo d'imputazione l'aggravante dell'ingente quantitativo di stupefacente. La difesa ha prodotto nelle memorie le sentenze dello stesso tribunale brindisino, che per quantitativi identici o persino superiori di droga, non ha mai inflitto l'aggravante.

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