Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Cellino San Marco

Tre arresti dopo perquisizioni: donna torna libera, obbligo di dimora per il figlio

Gli agenti della squadra mobile avevano sequestrato droga. Un terzo uomo, per un altro episodio, si trova tuttora in carcere: è accusato di detenere cocaina e hashish

BRINDISI - Dopo le perquisizioni di venerdì 28 giugno a Cellino San Marco, a cui sono seguiti tre arresti operati dagli agenti della squadra mobile di Brindisi, si sono svolti gli interrogatori di convalida. Ieri, lunedì 1 luglio 2024, i tre indagati - per reati in materia di droga - arrestati sono comparsi davanti alla gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, la quale ha convalidato le misure, ma ha disposto la scarcerazione della 54enne S.V. e l'obbligo di dimora per il figlio 22enne S.M., che lascia dunque la casa circondariale del capoluogo adriatico. Il ragazzo è difeso dall'avvocato Francesco Cascione, mentre la madre dall'avvocato Federica Faggiano. Resta invece in carcere il 53enne C.T., difeso dagli avvocati Francesco Cascione e Paolo Cantelmo.

A occuparsi dei casi, il sostituto procuratore Giuseppe De Nozza. Madre e figlio devono rispondere di detenzione di droga ai fini di spaccio. In particolare, gli agenti della squadra mobile, durante la perquisizione domiciliare, hanno scoperto e sequestrato circa 25 grammi di cocaina e materiale per il confezionamento, oltre a 160 euro in contanti. Se la madre ha spiegato, in udienza, di non essere a conoscenza della presenza dello stupefacente, il figlio ha sostanzialmente confermato quanto gli viene mosso dalla procura. È per questi motivi che la donna è tornata libera. Il ragazzo, invece, lascia il carcere. Obbligo di dimora per lui.

Differente la posizione di C.T. In un rudere in stato di abbandono, accanto alla sua abitazione, sono stati trovati dagli agenti 600 grammi di cocaina, in parte confezionata in dosi, oltre a un panetto di 100 grammi di hashish. Non solo materiale ritenuto utile per il confezionamento, ma anche poco meno di 10 mila euro in contanti. Anche lui deve rispondere di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio. Trovati inoltre quattro manoscritti, con conteggi vari che ammontano a cifre ben più consistenti. L'uomo ha ammesso la detenzione ai fini di spaccio, sostanzialmente, ma ha spiegato che il denaro contante è frutto di regali ricevuti per il suo recente matrimonio.

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