Cronaca

“Muoviti o ti sparo in bocca”: tre brindisini sotto processo per rapina

Prima udienza: i colpi in trasferta a Rimini a bordo di una Punto nera. Ottiene i domiciliari Gianluca Calabrese, arrestato l’8 aprile scorso: “Esecutore materiale assieme a Francesco Balestra e Roberto De Paola”

Una Fiat Punto di colore nero per le rapine in trasferta a Rimini, armi giocattolo modificate e frasi violente: tre brindisini sono finiti sotto processo dopo essere stati arrestati dagli agenti della Mobile l’8 aprile scorso, partendo dalla ricerca di una “black car”, nome poi dato al blitz. Gli imputati sono Gianluca Calabrese, 40 anni; Francesco Balestra, 34; Roberto De Paola, 35 accusati di “essersi associati allo scopo di commettere più rapine in esercizi commerciali”, nonché di porto  e detenzione di armi.

Del sodalizio avrebbe fatto parte anche il riminese Marco Mangianti, 30 anni, che per la procura romagnola sarebbe stato l’autista e in diverse occasioni anche il basista e il custode delle armi, mentre i tre di Brindisi sono ritenuti “esecutori materiali” dei colpi messi a segno nel periodo compreso tra ottobre e novembre 2013.

Ieri c’è stata la prima udienza del processo in abbreviato, scelta che permette di ottenere la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. E Calabrese ha ottenuto gli arresti domiciliari, come chiesto dal suo difensore, Luca Leoci. Il penalista aveva chiesto l’attenuazione della misura cautelare tenuto conto del periodo di custodia già trascorso in carcere, concessa dal gup davanti al quale è stato incardinato il giudizio con rito alternativo al dibattimento.

Nel blitz finirono agli arresti anche Fabio Proietti, 53enne, di Forlì, Jonny Ferrari, 43 anni, di Jesi (Ancona), Giancarlo Fabbri, 71 anni di Rimini. Indagata anche una ragazza di 28 anni, all’epoca sottoposta a obbligo di dimora. Tra le rapine ricostruite e contestate ai brindisini c’è quella consumata nel supermercato Conad di Rimini il 19 ottobre di tre anni fa: in quella occasione uno dei tre imputati si sarebbe rivolto alla commessa dicendo “Muoviti o ti sparo in bocca”, per poi impossessarsi di 3.285 euro.

Il 25 ottobre il gruppo sarebbe entrato in azione in un altro market sotto l’insegna Conad portando via 1.822 euro e ancora il 5 novembre avrebbe preso di mira il supermercato Crai prelevando 1.200 euro dalla cassa. Quanto alle armi, il gruppo avrebbe avuto la disponibilità di un fucile e una pistola giocattolo modificata e resa idonea allo sparo, all’interno della quale era stata inserita una cartuccia.

Balestra  e De Paola furono arrestati, in flagranza di reato, nel novembre del 2013, dopo aver assaltato un ufficio postale di Torino. Raggiunsero il capoluogo piemontese a bordo della stessa Fiat Punto di colore nero usata per i colpi in Romagna: la  targa veniva ogni volta sostituita con quella rubata da un’altra auto che si trovava nel parcheggio del supermercato preso di mira per i colpi. Calabrese e Balestra, fra l'altro, finirono in manette anche nel gennaio del 2013, mentre tentavano di rubare un’auto parcheggiata vicino all’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

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