Cronaca

“A Brindisi tre gruppi attivi nel traffico di droga contigui con la mala”

Le motivazioni della sentenza del processo Uragano a carico di 36 imputati: "San Pietro con a capo Raffaele Renna, condannato a 20 anni e due a Brindisi, una con Cosimo D'Alema, Rosafio Jury e Vincenzo D'Ignazio e l'altra con Michele e Andrea Baglivo". "cosciente condotta criminosa" anche delle donne

BRINDISI – A giudizio del Tribunale esistevano “tre distinte associazioni dedite al traffico e allo spaccio di droga a Brindisi e a San Pietro Vernotico, spesso entrate in contrasto tra loro, fra il 2011 e il 2013 e contigue alla mafia locale”: due erano attive nel capoluogo, una con Cosimo D’Alema, Rosafio Jury e Vincenzo D’Ignazio e l’altra con Michele e Andrea Baglivo, la terza era attiva a San Pietro con a capo Raffaele Renna, detto Puffo”. Le motivazioni alla base della sentenza di condannata del gup Cinzia Vergine del Tribunale di Lecce, pronunciata il 15 luglio 2016, sono state depositate nei giorni di scorsi, e confermano l’assunto accusatorio posto alla base dell’inchiesta della Dda chiamata Uragano.

 Raffaele Renna“La prima – ha scritto il giudice – aveva base operativa e logistica nella città di San Pietro Vernotico e faceva capo a Renna” che per questo è stato condannato a venti anni di reclusione, “coadiuvato da Danilo Versienti (condannato a 13 anni, dieci mesi e venti giorni) e Maurizio Screti (nove anni, due mesi e venti giorni) che, a loro volta, poteva contare su Sebastiano Esposito, Daniele Leuzzi e Marzo Asuni, il cui ruolo peculiare può individuarsi nell’attività si spaccio”. Dell’associazione “erano partecipi Maria Carmela Rubini, zia di Renna, con compiti di cassiera”, si legge nelle motivazioni. Alla donna sarebbe stato affidato anche il compito di “portavoce degli ordini impartiti dal carcere da Renna”. Nel “sodalizio anche Pamela Fortunato, compagna di Renna, Lidia Gialluisi compagna di Versienti e Uliana Protopapa moglie di Screti”. Fornitori sarebbero stati “Giuseppe Perrone alias Barabba, Andrea Gubello e Giuseppe Marra”.

Jury Rosafio-2“La seconda organizzazione aveva base a Brindisi e faceva capo, per un periodo, a Cosimo D’Alema detto Mino o Macello (18 anni, otto mesi) e successivamente a Rosafio Jury (17 anni, dieci mesi e venti giorni) e Vincenzo D’Agnano. In ruoli subalterni, Letterio D’Alema alias Lillo, Alfredo Zecca, Maurizio Andriani, Rosario Vitali, alias Piero, Luigi Scarlino, Andrea Sgura e Luigi Iurlo, tutti dediti allo spaccio e al recupero crediti”. Questo sodalizio “si riforniva di droga da Renna e dalle compagini di Cristian Quarta e Ortis Banda nonché da Giuseppe Perrone e Antonio Saracino”.

Michele BaglivoIl terzo “gruppo associativo faceva riferimento alla famiglia brindisina dei Baglivo con a capo Andrea e Michele (condannati rispettivamente  a 14 anni, otto mesi e venti giorni e a 17 anni, dieci mesi e venti giorni)”, è scritto nella sentenza del gup arrivata a conclusione del rito con cui è stata riconosciuta una riduzione di un terzo della pena. “A sostegno di questa ricostruzione, una certosina attività di intercettazioni originariamente autorizzata nell’alveo di un procedimento pendente per altri reati e a carico di altri indagati, quando da conversazioni captate tra il 24 magio 2011 e il 7 giugno 2011 emergeva traccia di un circuito criminale dedito ad attività di spaccio di droga con connotati di mafiosità”.

“Si trattava, in principio, di Yury Rosafio, indicato quale fornitore”. “Dall’ascolto del traffico telefonico a lui ricollegabile è derivato l’inanellarsi delle altre attività captative fonte di prova delle odierne imputazioni a carico dei suoi coimputati, coattori dell’attività nella sua gravità già intrinseca, enfatizzata con la criminalità mafiosa locale.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Francesnco Monopoli, Francesco Cascione, Laura Beltrami, Cinzia Cavallo, Giuseppe Guastella, Marco Elia, Giampiero Iaia, Roberto Orsini, Alessandro Magaraci, Francesco Sozzi, Fabrizio Ragni, Antonio Dell’Atti, Giacomo Serio, Alessandra Viterbo, Luigi Rella, Fabio Di Bello, Carlo Carrieri, Luciano Calò, Gianvito Lillo, Cosimo Lodeserto, Roberto Orsini, Antonio Savoia, Anna Maria Caracciolo, Pierfrancesco Pulli, Ladislao Massari, Giovanni Brigante, Stefano Prontera, Pietro Ripa, Paolo Cantelmo, Samuel Politi, Cosimo Greco, Luigi D’Arpa, Pasquale Annicchirico, Carmelo Molfetta, Carlo Caniglia, Paola Galella, Ernesto Licci e Maurizio Fisiola.

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