Rotta dell'hascisc tra Brindisi e Roma: altri tre arresti nella Capitale

Dopo la cattura il 2 aprile scorso di Giuseppe Morleo con 800 chili di droga nel furgone

BRINDISI - Si è chiusa stamani all'alba l'indagine della Squadra Mobile di Roma, Settima Sezione Antidroga, scaturita dalla cattura il 2 aprile scorso del brindisino Giuseppe Morleo, ex calciatore di 25 anni, con un carico di 800 chili di hascisc, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della capitale. La polizia ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di personaggi della malavita operanti nell'area metropolitana romana, soprattutto nel traffico internazionale di stupefacenti. Nel corso dell’operazione scattata all'alba sono state altresì eseguite  perquisizioni domiciliari e personali a carico degli indagati che si sono concluse con il rinvenimento e il sequestro di due pistole con matricola abrasa.

Gli arrestati

Il pluripregiudicato Alessandro Valeri, con i complici Enzo Centra e  Danilo Colazingari, secondo gli inquirenti ha organizzato e finanziato l’importazione dei circa 760 chili di hascisc sequestrati il 2 aprile 2017. Dopo la cattura del corriere brindisino, le indagini condotte anche con il supporto di tecnologie di ascolto ed osservazione, condussero al luogo dove Morleo aveva ritirato il furgone e all'identificazione delle persone coinvolte.

La Squadra mobile romana ha appurato che la consegna del carico di sostanza stupefacente era avvenuta all’interno di un capannone di via di Sant’Alessandro, zona Nomentana, di proprietà Enzo Centra, il quale, con Alessandro Valeri e Danilo Colazingari si era occupato della trattiva riguardante l'acquisto della partita di hascisc prima che Morleo si mettesse alla guida del mezzo in direzione via Nomentana.

Traffico di  hascisc Roma-Brindisi-3

Gli investigatori della Settima sezione antidroga hanno inoltre scoperto che il luogo di incontro abituale per svolgere le trattative era la piadineria nel quartiere residenziale Prati, nel centro di Roma, di proprietà del Colazingari, dove si discuteva dei dettagli delle operazioni di importazione della sostanza stupefacente e della successiva vendita in favore delle piazze di spaccio romane. Nel corso dell’indagine è stato anche arrestato in flagranza il noto latitante Domenico Pantaleo Corso detto “Kikko”,  ricercato per scontare la pena di anni 6 e 6 mesi, appena rientrato in Italia dalla Spagna per un “regolamento di conti”, il quale era riuscito a dissimulare la sua reale identità utilizzando l’identità ed i documenti del fratello.

Sempre nel corso dell'attività investigativa è stato arrestato anche Fabrizio Valeri, fratello di Alessandro, con il quale gestiva un’attività di spaccio nella zona sud-est della Capitale, mentre occultava all’interno di un box non solo quantitativi consistenti di cocaina e hascisc ma anche il più ricercato tipo di stupefacente del momento, noto come "droga della Camorra", e chiamato "Amnesia" poiché una volta assunto provoca la sensazione di perdita della memoria (ma è anche il nome di una famosissima discoteca di Ibiza).

Traffico di  hascisc Roma-Brindisi 4-2

Fonti mediche e scientifiche avvertono che questo tipo di droga può causare gravi danni cerebrali e neurologici. La nuova sostanza dello sballo, spiegano gli investigatori della Mobile romana, smerciata in alcuni locali notturni della capitale, è ottenuta da marijuana (di pessima qualità), tagliata con metadone, eroina e, in alcuni casi, persino con acido per batterie di auto, un mix pericolosissimo. 

Le indagini

Nell’ambito dell' indagine sfociata negli altri tre arresti odierni sono stati sequestrati complessivamente  più di 800 chili di hascisc, 800 grammi di cocaina, 3 chili circa di marijuana. La polizia romana non ha rivelato per chi lavorasse Giuseppe Morleo. Evidentemente esiste un canale aperto su cui ancora si sta indagando. L’arresto del brindisino risale alla serata del 2 aprile: gli operatori della sezione “Falchi” della Squadra Mobile, dopo aver effettuato numerosi servizi di appostamento, avevano bloccato un furgone Mercedes Vito che stava percorrendo il Gra direzione esterna.

Il conducente, alla vista dei poliziotti si era innervosito. A bordo del mezzo c’erano centinaia di “panetti” di hashish coperti da un telo di colore scuro, perfettamente confezionati e di diverse dimensioni, per un peso di circa 681 chili. A seguito di perquisizione domiciliare presso l’abitazione romana di Giuseppe Morleo, furono trovati altri 80 chili sempre di hascisc. E il giovane finì a Rebibbia mentre gli amici a Brindisi lanciavano l'allarme per la sua inspiegabile scomparsa.

Traffico di hascisc Roma-Brindisi (2)-2-2

Vale la pena ricordare che poco più di un anno prima dell'arresto di Morleo, il 3 maggio 2016 a Roma era stato arrestato un altro brindisino alla guida di un furgone con un carico di hascisc.  Il 34enne Tony Martinese viaggiava con un carico di 230 chili di hascisc quando fu fermato dai poliziotti del commissariato Trevi-Campo-Marzio. L'episodio avvenne in zona Rocca Cencia, un'area degradata a est della capitale, dove la polizia aveva seguito il sospettato. Il furgone apparentemente trasportava imballaggi contenenti solo cuscini. In realtà, oltre ai cuscini, nel vano di carico si trovavano cinque scatoloni chiusi con nastro adesivo, che contenevano 230 chili di hascisc divisi in panetti.
 

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