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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Cento chili di marijuana a chilometro zero: arrestati tre brindisini

Non era marijuana albanese, ma made in Brindisi quella in fase di lavorazione venerdì pomeriggio in una baracca di contrada Pilella

BRINDISI – Non era marijuana albanese, ma made in Brindisi quella in fase di lavorazione venerdì pomeriggio in una baracca di contrada Pilella. Al momento dell’irruzione dei poliziotti della Sezione volanti, c’erano tre persone già note alle forze dell’ordine. La droga sequestrata ammonta a poco meno di un quintale. I tre soggetti, Leonzio Bonifacio Leonzio di 32anni, Vincenzo Vindice pure di 32 anni, e Massimiliano  Errico di 35 anni, sono stati tratti in arresto ed associati presso il carcere di via Appia.

Vincenzo Vindice-2E’ stato l’equipaggio di una volante in perlustrazione a notare i tre soggetti che si aggiravano con fare sospetto attorno alla baracca, protetta da una recinzione in rete metallica e da due cani da guardia. Contrada Pilella si trova tra la ex statale 16, altezza Restinco, e la superstrada 379, altezza Jaddico. Una zona densamente coltivata a vigneto, ma a quanto pare anche a Cannabis indica. Infatti, riferisce la polizia, la marijuana sequestrata proveniva proprio dalla coltivazione attigua alla baracca.

Leonzio Bonifacio-2L’attività dei tre sospettati, seguita a distanza dai poliziotti, ha convinto gli operatori della volante in zona a chiamare rinforzi per effettuare un intervento che non lasciasse possibilità di fuga ai soggetti in questione. Ben presto sono arrivare altre due Volanti, L’anomalia degli atteggiamenti dei tre soggetti ha insospettito i poliziotti che, supportati da altre due volanti fatte convergere sul posto dalla sala operativa.

Massimiliano Errico-2I tre brindisini hanno tentato la fuga – spiega il dirigente della Sezione volanti, il vicequestore Alberto D’Alessandro - ma, ostacolati dalla stessa recinzione che circondava la baracca e resisi conto di essere circondati, hanno cambiato idea arrendendosi. I sospetti dell’equipaggio della volante che aveva segnalato l’attività misteriosa si sono rivelati più che fondati.

Nella baracca era in corso il confezionamento di un grosso quantitativo di marijuana: nel manufatto era stato realizzato un laboratorio di essiccatura e lavorazione delle foglie della cannabis indica coltivata in un campo a poca distanza,  droga – dice il vicequestore D’Alessandro - da immettere sul mercato locale. La marijuana, per un peso complessivo di circa un quintale, è stata sequestrata assieme all’attrezzatura utilizzata per la produzione, lavorazione e confezionamento. 

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