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Tre pm brindisini partono per altre procure: il commiato

Milto Stefano De Nozza e Valeria Farina Valaori a Lecce, Iolanda Chimienti a Bari

BRINDISI – Sta costruendo la nuova struttura della procura di Lecce, l’appena insediato capo di quell’ufficio Leonardo Leone De Castris, uno dei sostituti della squadra che a Brindisi negli anni Ottanta e Novanta sotto la guida di Bruno Giordano riuscì ad aprire importanti fronti nel filone politica e affari, e nella lotta ai clan dominanti della Sacra corona unita. Oggi quei giovani pm di un tempo sono diventati quasi tutti capi di procure in giro per l’Italia.

E stamani due dei tre sostituti procuratori brindisini che hanno preso commiato da colleghi, forze dell’ordine, personale giudiziario e avvocati nel corso di una cerimonia di saluto, sono destinati alla nuova squadra di De Castris: Milto Stefano De Nozza e Valeria Farina Valaori. Va invece alla procura di Bari il pm Iolanda Daniela Chimienti.

Milto Stefano De NozzaL’assetto delle procure è destinato per forza di cose ad essere mutevole. Il nuovo capo dell’ufficio, Antonio De Donno (passato da Lecce a Brindisi), ha detto chiaramente aprendo la breve cerimonia che sarebbe stato felice se tutti e tre i sostituti in partenza fossero invece rimasti. Anche lui dovrà ricostruire per raggiungere l’obiettivo che si è prefissato: più lavoro coordinato, ai piani alti del palazzo che a Brindisi ospita la magistratura inquirente e gli uffici dei giudici delle indagini preliminari.

Il pm Valeria Farina ValaoriE’ un momento delicato, questo, per la procura di Brindisi. La transizione arriva mentre sono aperte le inchieste su due casi emblematici, gli appalti nella centrale Enel di Cerano e la centrale corruttiva che da Carovigno si stava estendendo in altri territori, prefigurando l’esistenza di veri e propri “sistemi” piuttosto che condotte isolate. Il veleno che condiziona interi settori dell’economia locale e della pubblica amministrazione. Il vero nemico 4.0 in uno scenario di forte condizionamento dello sviluppo del territorio.

Il pm Iolanda Daniela ChimientiEra questo il campo di lavoro dei tre pm che lasciano la procura di Brindisi per proseguire e arricchire la propria esperienza a Lecce e Bari. Contano anche molto i rapporti umani che si lasciano alle spalle dopo molti anni di lavoro nello stesso ufficio (15 per Milto de Nozza, sette per Valeria Farina Valaori e tanti anche per Iolanda Chimienti), le indagini chiuse con successo, il lavoro gomito a gomito con gli stessi poliziotti, carabinieri, finanzieri, i rapporti con gli avvocati, tracce della vita e del passaggio di un magistrato.

Tutto questo entra a far parte della storia della giustizia in un  territorio e non solo della memoria degli addetti ai lavori. In molti oggi, nei discorsi di saluto, hanno concluso augurandosi un ritorno a Brindisi, prima o poi, dei pm in partenza. Ma se si immagina la lotta contro l’illegalità nella sua giusta dimensione, non delimitata dai confini di province o di circoscrizioni di corti d’appello, ciò che faranno nelle nuove sedi questi tre bravi magistrati, brindisini che lasciano Brindisi, tornerà sempre utile anche alla loro città, alle prese con criminalità transnazionali e condizionamenti della cattiva politica sul funzionamento dell’economia e delle infrastrutture. 

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