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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Trenitalia nega il rimborso del biglietto

BRINDISI - È incredibile come certe grandi aziende riescano a scontentare i loro clienti pur di risparmiare qualche spicciolo, piuttosto di dimostrare loro attenzione e qualità del servizio. Proprio oggi Trenitalia ha dato dimostrazione di come certi atteggiamenti possa creare malumore e critiche. È accaduto infatti che, a quanti si sono recati in agenzia e presso le biglietterie delle stazioni, per chiedere il rimborso parziale del biglietto del Freccia Argento Roma-Brindisi del 10 agosto scorso, giunto a destinazione con ben 94 minuti di ritardo (su 5 ore di viaggio), gli addetti del gruppo Ferrovie dello Stato hanno negato il rimborso, perché come per magia il "guasto tecnico” che aveva dato luogo al ritardo, più volte annunciato durante la tratta, è stato trasformato in "avverse cause meteorologiche”.

BRINDISI - È incredibile come certe grandi aziende riescano a scontentare i loro clienti pur di risparmiare qualche spicciolo, piuttosto di dimostrare loro attenzione e qualità del servizio. Proprio oggi Trenitalia ha dato dimostrazione di come certi atteggiamenti possa creare malumore e critiche. È accaduto infatti che, a quanti si sono recati in agenzia e presso le biglietterie delle stazioni, per chiedere il rimborso parziale del biglietto del Freccia Argento Roma-Brindisi del 10 agosto scorso, giunto a destinazione con ben 94 minuti di ritardo (su 5 ore di viaggio), gli addetti del gruppo Ferrovie dello Stato hanno negato il rimborso, perché come per magia il "guasto tecnico? che aveva dato luogo al ritardo, più volte annunciato durante la tratta, è stato trasformato in "avverse cause meteorologiche?.

Una cosa apparsa subito strana, visto che durante il viaggio aveva piovuto a dirotto soltanto per una ventina di minuti, ma il treno andava a singhiozzo ben prima dell'arrivo della pioggia.

Qualche cliente ha provato a chiedere spiegazioni, ed è arrivata la classica risposta di rito: «Non le posso dire altro, è il terminale che mi dice così». Il gentile dipendente invita però a contattare il call center dell'azienda all'199892021, che guarda caso è un numero a pagamento: 0,09 cent al minuto. In pratica, chi si è recato in stazione per ottenere un rimborso, non solo rimane all'asciutto, ma per chiedere spiegazioni deve sborsare qualche altro spicciolo. In alternativa può presentare un reclamo presso la biglietteria (magari rivolgendosi ad un legale, a pagando pure quello) oppure contattare il servizio clienti o il sito www.ferroviedellostato.it (bisogna perdere altri 15 minuti, ma almeno ci si può sfogare, con un computer).

A dire il vero con Trenitalia le cose non sono state chiarissime già sul treno: ai viaggiatori che chiedevano notizie sul rimborso, il controllore aveva spiegato che avrebbero avuto diritto al rimborso, ma non conosceva l'esatta percentuale dello stesso. Alla biglietteria di Brindisi, la mattina dell'11 agosto (perché la sera del 10 lo sportello era chiuso, ovviamente), è stato spiegato che forse il rimborso sarebbe stato del 25% del prezzo del biglietto che oscillava dai 40 ai 60 euro, ma Trenitalia l'avrebbe erogato solo dopo 20 giorni. Ed anche l'attesa dei 20 giorni appare stranissima: perché non rimborsare subito i viaggiatori? Forse perché nel frattempo qualcuno si dimentica del ritardo e lascia perdere? Oppure per avere il tempo necessario per trasformare il guasto tecnico in avverse cause meteo?

Comunque, ironia della sorte, sabato 25, stesso treno, stesso tratta, stesso orario, stesso ritardo: 1 ora e mezza. Ma stavolta c'era di mezzo un suicidio a Benevento. Trenitalia, questa volta, non sarà costretta a cambiare le motivazioni al ritardo.

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