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Tribunale: i giudici scarseggiano. “Situazione critica nella sezione Lavoro”

Il presidente del palazzo di giustizia di Brindisi scrive al presidente della Corte d’Appello di Lecce: “Sette posti vacanti oltre a un presidente di sezione, nella sezione Lavoro scopertura d’organico pari al 50 per cento”. Assemblea straordinaria degli avvocati

BRINDISI – C’è carenza di giudici nel tribunale di Brindisi. I posti vacanti sono sette, oltre a un presidente di sezione. La situazione più critica è quella della sezione Lavoro, dove c’è una scopertura d’organico pari addirittura al 50 per cento. Qui si registra “una situazione di particolare criticità”, dettata dalla difficoltà nel “fare fronte al rilevante numero degli affari pendenti e delle sopravvenienze”. È quanto scrive il presidente del palazzo di giustizia, Alfonso Pappalardo, in una lettera che mercoledì scorso (7 marzo) è stata inviata al presidente della Corte di Appello di Lecce, Roberto Tanisi.  

Sette giudici da sostituire

Tramite tale missiva, Pappalardo (foto a destra) chiede la proroga dell’assegnazione di un magistrato della sezione Penale fino al rientro in servizio della Alfonso Orazio Maria Pappalardo, presidente del tribunale di Brindisi-2collega in congedo per maternità dallo scorso settembre e di destinare un altro magistrato distrettuale, “non appena lo stesso terminerà il suo periodo di attuale assegnazione, al settore lavoro”, in sostituzione di una giudice assente dal 28 febbraio perché in astensione obbligatoria per maternità. 

Inoltre, come emerge dalla lettera di Pappalardo, si sono aperti altri vuoti a seguito: del trasferimento di un giudice civile e di un giudice del lavoro rispettivamente alla Procura di Lecce e al tribunale di sorveglianza di Milano; dalla collocazione in aspettativa, dal luglio 2017, di un gip/gup, in quanto è stato nominato componente della commissione esaminatrice di un concorso; della destinazione al ministero del Lavoro, come vice capo dell’ufficio legislativo, di un magistrato; delle dimissioni rassegnate di recente dalla magistratura dal presidente della sezione Gip/Gup.

Le criticità della Sezione lavoro

Nella sezione Lavoro, dunque, mancano almeno tre giudici. E non finisce qui, perché la “descritta situazione di criticità – scrive Pappalardo – andrà, con ogni probabilità, ad aggravarsi in seguito al prossimo trasferimento (già deliberato dalla V commissione del Consiglio superiore della magistratura) del giudice coordinatore, Domenico Toni, alla Corte di Appello di Lecce”. Si tratta di un magistrato “di non comuni capacità, laboriosità e competenza”. Per questo tale trasferimento, a detta del presidente del tribunale, “rischia di rendere impossibile, tra l’altro, relativamente al settore lavoro, la redazione delle tabelle del prossimo periodo feriale”. Pappalardo rimarca altresì l’impossibilità di “fare utilmente ricorso a provvedimenti di supplenza, sia per la specificità della materia, sia per le vacanze che caratterizzano tutte le sezioni (civile, penale e gip-gup) del tribunale, sia per i limiti posti alla utilizzazione (pure disposta) dei giudici onorari”. 

L’assemblea degli avvocati

La questione è stata al centro di una assemblea straordinaria dell’Ordine degli avvocati che si è svolta lo scorso 6 marzo. Nel corso dell’incontro sono state formulate alcune proposte per alleviare la “situazione di criticità” del settore del lavoro. Un legale ha auspicato che “l’estensione- come si legge nel verbale dell’assemblea – del potere decisorio degli onorari alle cause di valore indeterminabile, ma non chiaramente superiore a 50mila euro…non introduca un ulteriore elemento di discussione e incertezza”. Una collega ha messo in evidenza “il pericolo di paralisi dell’ufficio lavoro, anche alla luce dell’imminente trasferimento del dottor Toni presso la Corte di Appello di Lecce, peraltro coincidente in un momento storico, soprattutto nella realtà locale, di grave crisi del mondo del lavoro abbinata a una crescente e complessa domanda di giustizia, che mal si sposa con l’attuale deficit di organico”. 

La carenza di giudici, insomma, soprattutto nel settore Lavoro, rischia di allungare ulteriormente i tempi dei procedimenti, mettendo in gravi difficoltà i lavoratori che si rivolgono alla giustizia per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. In attesa che il presidente della Corte d’Appello si esprima sulla richiesta di “rinforzi” avanzata da Pappalardo, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Carlo Panzuti, invita gli iscritti a far pervenire, entro il 14 marzo, “eventuali osservazioni, con la preghiera che siano numerose”. 

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