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Barca a vela alla deriva si incaglia nella prima caletta di Torre Guaceto

Lo skipper, soccorso dalla Capitaneria di porto, ha dovuto abbandonare l'imbarcazione, lunga 14 metri, a causa di problemi durante la navigazione

BRINDISI - Si è incagliata nella prima caletta della riserva marina di Torre Guaceto una barca a vela abbandonata la scorsa notte, a causa di un problema durante la navigazione, al largo delle coste brindisina. L’imbarcazione, immatricolata in Croazia e di proprietà di una società di charter croata, lunga 14 metri, è stata trovata intorno alle ore 11,15 di stamani (domenica 21 giugno) da un operatore del consorzio di gestione della riserva, che ha immediatamente all’allertato la Capitaneria di porto di Brindisi.

Barca a vela Torre Guaceto-2

L’imbarcazione, un'Elan 444, era condotta da un austriaco e da un ucraino partiti ieri sera da Spalato (Croazia) e diretti ad Alicante (Spagna), per vendere la barca. Nel corso della notte sono stati sorpresi dal maltempo, che ha provocato il malfunzionamento del boma. Il motore ausiliario inoltre non riusciva a contrastare la portanza della vela ed era in balia del vento. A quel punto hanno dovuto lanciare l’Sos. La richiesta di soccorso è stata subito raccolta dalla Capitaneria di porto di Brindisi, che ha chiesto ausilio alla Guardia di finanza. 

Barca a vela incagliata, Torre Guaceto 4-2

Una motovedetta delle Fiamme gialle del Roan di Taranto, sotto il coordinamento della Capitaneria, ha raggiunto i naufraghi. L’unità militare ha tentato di effettuare il rimorchio della barca, ma il mare in tempesta lo ha impedito. Poco dopo è arrivata anche una moto vedetta della Guardia costiera, la CP 820, che ha preso a bordo i malcapitati, in buone condizioni di salute. Nel frattempo, una volta abbandonata la barca in balia delle onde, la Capitaneria ha diramato un avviso urgente ai naviganti circa il pericolo per la navigazione.

Barca a vela incagliata, Torre Guaceto 2-2-2

Intorno all’1 le due persone soccorse sono arrivate a Brindisi, presso la sede della Capitaneria di porto, dove nel frattempo si erano recati anche i soccorritori del 118 e gli uomini della Polizia di Frontiera. Dopo la notte trascorsa in albergo, i diportisti sono tornati in Capitaneria per le pratiche del caso. A tal proposito, come intimato dalle autorità, spetterà allo skipper il compito di provvedere al recupero della barca, una volta che le condizioni meteo marine lo consentiranno. Il personale della Capitaneria in tarda mattinata ha raggiunto la riserva per garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino. 

Articolo aggiornato alle ore 13.36 (La dinamica delle operazioni di soccorso)

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