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Vaso messapico in casa: non sa dare spiegazioni e viene denunciato

Il reperto notato dai carabinieri durante un controllo a un detenuto agli arresti domiciliari. indagini in corso

LATIANO - Sono andati a controllare un detenuto agli arresti domiciliari, e nell'abitazione dove si trova la persona in questione, di proprietà di un congiunto, l'attenzione dei carabinieri della stazione di Latiano è caduta su un manufatto custodito in una vetrinetta. Si trattava di una trozzella, un vaso tipico di civiltà e culture pre-romane insediate nel Salento, in questo caso di quella messapica. Il vaso era apparentemente privo di decorazioni complesse - che possono essere andate perdute per ragioni di cattiva conservazione - e presentava anche alcuni interventi di restauro. 

Come è noto, la legge italiana vieta il possesso di reperti archeologici da parte di privati, se non dietro speciali autorizzazioni degli enti preposti, pertanto i carabinieri hanno chiesto alla persona interessata la provenienza della trozzella, ma senza ricevere alcuna indicazione valida. Pertanto, si è proceduto con denuncia a piede libero per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, in attesa di consulenza e accertamenti da parte del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Bari e della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Taranto.

Vale la pena ricordare che tra Latiano e Mesagne si trova l'area di Muro Tenente, uno dei più interessanti siti della civiltà dei Messapi, purtroppo più volte oggetto di razzie nel corso dei decenni, oltre che di accurati studi nel corso di campagne archeologiche. I Messapi dominavano l'attuale area del Salento e dell'Alto Salento, ed erano in conflitto perenne con la vicina colonia greca di Taranto. A nord.ovest della Messapica, nell'attuale provincia di Bari, erano insediti invece gli Iapigi. Tutti popoli alla fine sottomessi dai Romani. Incerta l'origine dei Messapi, allevatori di cavalli: secondo alcuni studiosi arrivarono dall'Illiria, altri storici propendono per tesi diverse.

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