Falsifica atto notarile per intascare 15mila euro: arrestato un avvocato

Indagini della guardia di Finanza dopo la querela di un notaio di Brindisi. Emessa la misura dell’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria a carico dell'anziana madre

BRINDISI – Avrebbe falsificato una procura speciale, per incassare indebitamente una somma superiore ai 15mila euro spettanti a un terzo soggetto, del tutto estraneo ai fatti. L'avvocato brindisino, Giuseppe Scuteri, 49 anni, civilista, è stato arrestato dai militari della compagnia della guardia di finanza di Brindisi in esecuzione di un'ordinanza di custodia, ai  domiciliari emessa dal gip del tribunale di Brindisi Giuseppe Biondi, su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro.

Le accuse

Al professionista del foro di Brindisi, originario di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia,  sono stati contestati i reati di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa dal privato, sostituzione di persona e truffa. La misura dell’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria è stata invece emessa a carico della madre dell'avvocato, 73enne.

Le misure cautelari scaturiscono da un’indagine nell’ambito della quale è stato accertato che l’avvocato, appartenente al foro di Brindisi e con studio legale nel capoluogo, avrebbe "formato a suo favore una procura speciale mendace che, falsamente, riproduceva il timbro e le attestazioni di un  notaio di Brindisi, con l’obiettivo di incassare indebitamente oltre 15mila euro, spettanti ad un terzo soggetto del tutto estraneo agli accadimenti". L’acquisizione delle somme era poi avvenuta attraverso l’accredito del denaro su un conto corrente bancario intestato alla madre dell’avvocato.

La denuncia del notaio

A dare input all'inchiesta è stata la querela sporta da un notaio di Brindisi lo scorso 19 marzo presso la stazione  Centro dei carabinieri. Il notaio riferì ai militari dell'esistenza di una "procura notarile falsa", spiegando che il precedente 6 marzo, era stato contattato al telefono dal direttore della filiale di una banca per avere notizie su una procura che, all'apparenza, sembrava rilasciata da un uomo in favore della madre dell'avvocato Scuteri, per incassare la somma di 15.372,17 euro.

L'importo derivava da "un credito vantato da una società cooperativa della quale l'uomo era rappresentante legale nei confonti di una srl, in virtù di una sentenza della Corte d'Appello civile di Lecce, a seguito della trattazione di una causa" iscritta a ruolo nel 2014.

La mail

Il notaio, in quella stessa circostanza, comunicava la "falsità della procura". Il direttore della banca, a quel punto, "chiedeva ulteriori garanzie, ricevendo una mail apparentemente inviata dal notaio che, contattato, ribadiva nuovamente che si trattava di una falsa procura". Falsa era anche la mail, stando a quanto si legge nel provvedimento di arresto. 

Le esigenze cautelari

Accanto ai gravi indizi di colpevolezza, sussistono anche per il gip esigenze cautelari: "Scuteri - è scritto - ha riportato una condanna ormai irrevocabile dal 2 aprile 2019, in epoca successiva alla commissione dei fatti oggetto di questo procedimento per fraudolento danneggiamento di beni, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio". Risulta essere stato condannato alla pena di due anni e venti giorni di reclusione per i reati contestati dalla Procura di Brindisi nell'inchiesta su alcuni incidente stradali falsi o perché mai avvenuti o perché effettivamente avvenuti, ma con conseguenze differenti da quelle denunciate. "Scuteri è stato riconosciuto colpevole, sia pure ancora in primo grao all'esito del giudizio abbreviato, dal Tribunale monocratico di Brindisi, per fatti analoghi commessi nel novembre 2017, dopo che era stato sottoposto, per quei fatti, alla misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di avvocato".

"Appena revocata la misura, in data 19 febbraio 2019, avendo beneficiato della sospensione condizionale dalle pena, ha posto in essere il reato oggetto di questo procedimento, in tal modo dimostrando una indole delinquenziale e truffaldina", ha scritto sempre il giudice per le indagini preliminari. Per questo motivo, è stato ritenuto concreto e attuale il rischio di recidivanza, vale a dire di reietrazione di reati analoghi. "E' evidente che non è possibile farvi fronte con misure diverse da quella della custodia ai domiciliari, chiesta dal pm, essendosi dimostrata del tutto insoddisfacenre quella interdittiva".

Quanto alla madre dell'avvocato, il gip ha ricordato che con riferimento alla sentenza del Tribunale del 19 febbraio scorso, "è stata assolta con formula dubitative, ma ciò non toglie che in quel procedimento, era imputata per aver commesso i medesimi fatti. A differenza di quello precedente, in questo è difficile sostenere l'estraneità ai fatti". La donna, quindi, è stata sottoposra alla misura dell'obbligo di presentazione alla pg, tutti i giorni, due volte al giorno, secondo orari concordati.

La difesa

Scuteri avrà modo di offrire al gip la propria versione dei fatti e chiarire la posizione con riferimento ai reati contestati, in sede di interrogatorio di garanzia fissato per venerdì prossimo. L'indagato ha confermato incarico per la difesa al penalista Riccardo Mele, del foro di Brindisi. Venerdì potrebbe essere interrogata anche la madre, assistita dall'avvocato Serena Tucci.

articolo aggiornato alle 13.38

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