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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Truffa contributi calamità, recuperati dalla Finanza altri 800mila euro

FASANO - Nuove grane per due degli imprenditori agricoli finiti nel mirino della guardia di finanza nell'ambito dell'operazione “Pioggia d'oro” che scoperchiò un giro di fondi milionari erogati dalla provincia per le calamità naturali percepiti indebitamente. Il nucleo di polizia tributaria – guidato dal maggiore Gabriele Sebaste – ha recuperato a tassazione i presunti proventi illeciti percepiti indebitamente negli anni 2005, 2006, 2007, per un ammontare complessivo di 800mila euro nei confronti di due aziende. Si tratta delle imprese riconducibili ai coniugi fasanesi Cosima De Matteis, 44 anni e Vincenzo Melarosa di 55 (difesi dall’avvocato Francesco Saponaro), segnalati all'autorità giudiziaria anche per presunta frode fiscale.

FASANO - Nuove grane per due degli imprenditori agricoli finiti nel mirino della guardia di finanza nell'ambito dell'operazione "Pioggia d'oro" che scoperchiò un giro di fondi milionari erogati dalla provincia per le calamità naturali percepiti indebitamente. Il nucleo di polizia tributaria - guidato dal maggiore Gabriele Sebaste - ha recuperato a tassazione i presunti proventi illeciti percepiti indebitamente negli anni 2005, 2006, 2007, per un ammontare complessivo di 800mila euro nei confronti di due aziende. Si tratta delle imprese riconducibili ai coniugi fasanesi Cosima De Matteis, 44 anni e Vincenzo Melarosa di 55 (difesi dall'avvocato Francesco Saponaro), segnalati all'autorità giudiziaria anche per presunta frode fiscale.

Per legge anche i proventi di illecita provenienza - come in questo caso viene considerata l'indebita percezione di fondi pubblici - aumenta il valore dei redditi che comunque negli anni fiscali considerati non sono finiti sotto tassazione. Il superamento di una soglia di reddito farebbe scattare, come nel caso di specie, anche il reato di frode. I due imprenditori fanno parte della schiera dei venticinque imputati finiti nel mirino della Provincia di Brindisi prima, della guardia di finanza poi, per contributi all'agricoltura indebitamente percepiti pari a 8 milioni di euro circa. Secondo l'impianto accusatorio imbastito dai pm Adele Ferraro e Antonio Negro, che fece scattare il blitz di due anni fa, gli imputati-beneficiari non avevano presentato alla Provincia nessuna richiesta, indispensabile come si capisce, per ottenere i contributi a ristoro dei danni subiti per calamità naturali.

Alla compilazione delle domande in realtà, come hanno ampiamente verificato gli inquirenti, pare che provvedesse il dirigente dell'Ufficio Agricoltura, defunto nel frattempo. In molti altri casi invece, i contributi erano stati erogati in totale assenza di atti istruttori, che avrebbero dovuto essere messi a punto proprio dall'istruttore amministrativo Giuseppa Antonia Convertini, 56 anni, di Cisternino, condannata a tre anni per patteggiamento della pena. Artifici e raggiri, secondo la procura, imbastiti a danno del Ministero delle Politiche agricole, della Regione Puglia, della Provincia , che si sono costituiti parte civile.

Della somma complessiva erogata, una fetta consistente fu destinata alla famiglia Sollazzo di Torre Santa Susanna, 2.689.931,51 euro in tutto, cifra stratosferica destinata al padre Salvatore (46 anni), la moglie Palmira Monticelli (45 anni) e i figli Vitantonio e Caterina Cecilia, rispettivamente 21 e 24 anni. Il resto degli imputati che hanno scelto di affrontare il processo sono Angela Cucci, 55 anni, di Cisternino, moglie del funzionario defunto Vito Guarini, dirigente dell'Ufficio Agricoltura della Provincia; oltre alla signora Cucci vedova Guarini, Giuseppina Putignano D'Angeli, 50 anni, di Torre Santa Susanna; Angela Amati, 33 anni, di Putignano residente a Fasano; Anna Maria Carucci, 40 anni, di Ceglie Messapica; Martino Carucci, 44 anni, di Ceglie Messapica; Domenica Prete, 39 anni, di Ostuni; Pietro Carucci, 47 anni, di Ceglie Messapica; Pompilio Lolli, 53 anni, di San Donaci.

E ancora Vito Domenico Carucci, 87 anni, originario di Martina Franca, residente a Ceglie Messapica; Rosa Tommasina Montanaro, 73 anni, di Ceglie Messapica; Vincenzo Melarosa, 55 anni, di Fasano; Cosima De Matteis, 54 anni, di Fasano, Giuseppe Coppola, 69 anni, di Torre Santa Susanna; Vito Antonio Greco, 54 anni, di Torre Santa Susanna; Addolorata Patisso, 83 anni, di Oria residente a Torre Santa Susanna; Cosimo Simeone, 37 anni, di Ceglie Messapica; Franca Cito, 35 anni, di Ostuni; Antonia Carucci, 46 anni, di Ceglie Messapica; Giovanni La Porta, 48 anni, di Fasano; Isabella Caramia, 44 anni, di Fasano; Oronzo Mola, 43 anni, di Fasano. Stralciata per un difetto di notifica la posizione degli imputati Salvatore Mazzotta, 60 anni e Vito Mazzotta, 33 anni, di San Donaci, che saranno giudicati con uno stralcio processuale separato.

Oltre a Giuseppa Antonia Convertini, 56 anni, di Cisternino, istruttore amministrativo della Provincia di Brindisi, ufficio Amministrazione generale, settore Agricoltura, chiesero il patteggiamento della pena, chiudendo prima degli altri il conto con la giustizia, Nicola Amati, 62 anni, di Ostuni e Graziella Montanaro, 57 anni di Ceglie Messapica, condannati a un anno e quattro mesi a testa e di reclusione, Giovanni Guarnieri, 59 anni di Cisternino, condannato a un anno, pena sospesa

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