"Suo nipote ha avuto un incidente": truffata un'altra pensionata

Una 79enne consegna a falso appartenente alle forze dell'ordine 650 euro, dopo la telefonata di un falso avvocato

BRINDISI – Continuano le truffe ai danni di anziani soli e indifesi. Uno degli ultimi episodi risale allo scorso 5 agosto, quando un finto appartenente alle forze dell’ordine si è presentato in casa di una brindisina di 79 anni, riproponendo il tristemente noto cliché della somma di denaro da versare a un finto avvocato che l’aveva contattata poco prima, per ottenere il rilascio del nipote, trattenuto in caserma a seguito di un incidente causato dallo stesso.

La pensionata, sopraffatto dall’ansia, ha creduto all’impostore presentatosi senza uniforme né distintivi, consegnandogli 650 euro in contanti, oltre ad alcuni monili in oro il cui valore è in via di quantificazione. Poco dopo, resasi conta dell’inganno, la malcapitata ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Brindisi Centro, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili della truffa. Va ricordato che un raggiro ancor più deprecabile si era verificato nei giorni scorsi a Ceglie Messapica, dove un anziano si è visto sottrarre dal proprio conto corrente una somma pari a 113mila euro, tramite la truffa di un finto messaggio arrivato dalla banca. 

I consigli dei carabinieri

Continuano ad essere segnalati episodi di truffe ad anziani commesse da finti appartenenti a Forze di Polizia o Enti Pubblici. I Carabinieri invitano, pertanto, a porre la massima attenzione per non rimanere vittima di tali odiosi episodi. I modi per raggirare le vittime sono vari, ma tutti mirano ad ottenere somme di denaro in contanti o altri oggetti di valore.

Nella maggior parte dei casi le truffe sono realizzate tramite telefonate con le quali le vittime vengono raggirate da persone che si qualificano come avvocati o tutori dell'ordine, rappresentando situazioni spiacevoli (per lo più incidenti stradali), nelle quali sarebbero coinvolti i figli o altri stretti congiunti delle vittime stesse. Dopo la conversazione telefonica, nel corso della quale viene comunicato alle vittime l’impellente necessità di pagare una somma di denaro (più o meno 5 mila euro) per evitare la carcerazione del proprio caro, si presenta un’altra persona a casa dell’anziano con il compito di ritirare il denaro o altri oggetti di valore.

È importante, per non cadere nella rete dei tanti truffatori che continuano a prendere di mira le fasce più deboli della popolazione, prestare sempre la massima attenzione e seguire questi semplici consigli: interrompere immediatamente comunicazioni telefoniche sospette del tipo di quelle sopra descritte e richiedere subito l’intervento dei Carabinieri; non aprire la porta a sconosciuti e, comunque, nei casi dubbi richiedere l’intervento di una pattuglia; non consegnare mai somme di denaro: nessun ente pubblico o privato invia proprio personale a domicilio per ritirare contanti per il pagamento di "fatture"; non fare mai riferimento al possesso di libretti postali, conti correnti, etc. Oltre al 112, numero di emergenza unico, è possibile contattare la Stazione Carabinieri del posto di residenza.

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