Truffe con i fondi comunitari: arrestato agronomo, 15 indagati

Sequestro preventivo per 400mila euro. Il professionista è accusato di Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e Falsità in dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

BRINDISI – Un agronomo arrestato, quindici persone indagate e sequestri per 400mila euro. È questo il bilancio di un’operazione della Guardia di finanza brindisina riguardante un’attività di polizia giudiziaria in materia di Tutela della Spesa Pubblica inerente il settore degli aiuti all’agricoltura previsti dal comparto della Politica agricola comune (Pac), attraverso il Fondo europeo agricolo di garanzia (FeaGa).

Il professionista raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è il 42enne Marco Argentiere, agronomo e consigliere dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della Provincia di Brindisi nonché già responsabile a livello provinciale di una organizzazione di categoria che gestisce Centri di assistenza agricola.

L’arresto è stato operato dai militari della tenenza di San Pietro Vernotico, dove è partita l’indagine che ha permesso l’individuazione di numerosi soggetti che a vario titolo hanno collaborato nella commissione di plurimi delitti di truffe aggravate finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Argentiere è accusato di Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e Falsità in dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

“Approfittando del proprio ruolo, delle conoscenze e competenze maturate, è stato individuato come l’organizzatore delle truffe in proprio e per i propri familiari nonché in favore di altri soggetti”. Si legge in una nota della Guardia di Finanza. “Le truffe sono state commesse eludendo con artifizi e raggiri la normativa di settore al fine di ottenere i benefici economici previsti delle misure finanziarie comunitarie”.

L'indagine   

Come spiegano i finanzieri, l’accesso ai contributi può avvenire acquistandoli a prezzo di mercato tendenzialmente corrispondente al loro valore nominale oppure a titolo gratuito attingendoli dalla cosiddtta “Riserva Nazionale Titoli”, alla quale possono accedere, però, soltanto i giovani agricoltori (di età inferiore a 40 anni) ed i nuovi agricoltori, in ragione dei terreni a vario titolo condotti.

Facendo figurare falsamente persone in età avanzata quali nuovi agricoltori sono stati ottenuti in modo fraudolento e gratuito titoli ai quali non si aveva diritto. I titoli ottenuti successivamente sono stati trasferiti ad altri soggetti, oppure, erano gli stessi truffatori a beneficiarne, sia direttamente che per il tramite di teste di legno.

Il sostegno al reddito viene erogato sulla base del possesso da parte dell’agricoltore dei “titoli” (diritti all’aiuto) posseduti dall’agricoltore, attribuiti sulla base della superficie coltivata, oppure in base al numero di ettari di terreno ammissibili al contributo che i richiedenti dichiarano di detenere nell’anno di presentazione della domanda unica di pagamento.

I titoli assegnati sono censiti nel registro titoli del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e consente all’agricoltore titolare di beneficiarne per il tempo di durata del quadro finanziario pluriennale della Pac.

Gli indagati

Tra i vari soggetti indagati che hanno percepito illecitamente i contributi vi sono l’agronomo ed i suoi familiari ed altri soggetti che hanno comunque commesso le truffe con il concorso dell’agronomo. Altri soggetti diversi da quelli che hanno percepito i contributi sono stati reclutati dall’agronomo perché concedessero la disponibilità fittizia di terreni a coloro che di volta in volta dovevano presentare domande per l’accesso alla Riserva nazionale titoli e per il conseguimento dei contributi anche negli anni successivi.

La cessione fittizia dei terreni avveniva da parte di questi soggetti (che per questa ragione sono stai considerati come concorrenti nei reati) mediante contratti di comodato o di affitto simulati, spesso stipulati con durata limitata nel tempo, per un mese o due, in periodo compreso tra maggio a giugno, coincidente proprio con i tempi di presentazione delle domande.

Oltre al provvedimento cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti dell’agronomo, lo stesso gip  del Tribunale di Brindisi ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria del profitto diretto dei reati contestati a carico di 15 indagati residenti nella fascia sud della provincia di Brindisi, per un valore di quasi 400 mila euro, ed in via subordinata il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, per lo stesso valore, di beni immobili, beni mobili registrati e beni mobili.

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