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Mette in vendita una katana: pseudo acquirente le spilla 750 euro

Una ragazza si finge interessata all'acquisto del prodotto e con uno stratagemma riesce a farsi ricaricare la postpay

ERCHIE - La fantasia di certo non manca ai truffatori online. In un nuovo e ingegnoso raggiro di cui si stanno registrando sempre più casi, succede che sia il venditore di un prodotto a venire truffato dal presunto acquirente. Lo dimostra la vicenda riguardante una 36enne di Erchie che in pratica senza rendersene conto ha versato a una 27enne di Vittoria (Ragusa) la somma di 750 euro.

La siciliana ha adottato un escamotage su cui hanno fatto luce i carabinieri della stazione di Erchie al comando del maresciallo Roberto Vincenti, attraverso una lunga e articolata indagine scaturita da una denuncia sporta dalla vittima nel dicembre 2018. La 36enne aveva pubblicato su un sito specializzato un annuncio di vendita di una spada da collezione tipo Katana. La 27enne di Vittoria l’ha contattata, mostrandosi interessata all’acquisto. Parte così una contrattazione al culmine della quale l’indagata convince la venditrice ad effettuare il pagamento secondo nuovi metodi sicuri, a prova di truffa. Già. E' il truffatore a parlare di un fantomatico sistema anti truffa, per prendersi gioco della vittima.

Stazione Carabinieri Erchie (1)-2

La 36enne, purtroppo, si fida della pseudo acquirente e seguendo le sue indicazioni si reca davanti a uno sportello bancomat. Restando in contatto telefonico con la ragazza di Vittoria, la 36enne inserisce la carta. A quel punto l’interlocutrice le chiede di digitare un codice di transazione che l’avrebbe messa al riparo da eventuali truffe. Ma quello che viene spacciato per un immaginario codice anti truffa, in realtà, altro non è che il codice della carta post pay della 27enne. L’operazione si ripete in più tranche, fino a quando la truffatrice non incassa la somma di 750 euro. A quel punto sparisce, senza mostrare più alcun interesse per la katana. 

Dopo essersi accorta dell’ammacco sul proprio conto, la malcapitata si reca presso la locale stazione dell’Arma per sporgere denuncia. I militari avviano dei complessi accertamenti al culmine dei quali riescono a identificare la 27enne, già nota alle forze dell’ordine per fatti di poco conto. La ragazza, denunciata a piede libero, deve rispondere del reato di truffa. L’aspetto da non sottovalutare è che anche nel Brindisino si sono registrati altri episodi analoghi. Attenzione, quindi, a non cadere in trappola. Anche chi mette in vendita un prodotto può finire in balia di truffatori senza scrupoli.  

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