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Truffa del vaglia postale, sottratti 1200 euro al venditore: "Ecco come ci hanno ingannati"

Una famiglia aveva messo in vendita alcuni mobili sul portale Subito.it, i compratori sono riusciti a sottrarre soldi dal conto

CELLINO SAN MARCO - La truffa on line “del vaglia postale” raggiunge anche Cellino San Marco: sottratti 1200 euro a una famiglia che aveva messo in vendita alcuni mobili sul portale Subito.it. Le vittime vogliono rendere nota la loro esperienza per mettere in guardia eventuali altri venditori. Del fatto naturalmente sono stati informati i carabinieri. 

La famiglia in questione ieri, domenica 10 gennaio, ha messo in vendita una credenza con un tavolo al prezzo di 500 euro. Nel giro di qualche ora è stata contattata da un uomo interessato al mobilio. Nulla di anomalo, con le vendite on line succede. È seguita una conversazione telefonica dove il compratore è riuscito a convincere il venditore a recarsi presso uno sportello Postamat (o bancomat ma della Popolare Pugliese) con la carta del conto corrente. 

“Ci hanno detto che dovevamo inserire la tessera ed seguire le loro istruzioni telefoniche. Avrebbero attivato la procedura per un vaglia on line. Avremmo ricevuto i soldi solo dopo aver completato l’iter che ci avrebbero indicato al telefono. Abbiamo parlato con con un paio di uomini e con una donna di nome Giulia. Avevano un modo di parlare molto rassicurante, non ci è passata  assolutamente per la testa l’ipotesi della truffa”. Ha spiegato la vittima. 

Un vero e proprio lavaggio del cervello. “Mio figlio si è subito recato in posta con la carta di mio padre, si trattava del conto dove gli viene accreditata la pensione. Chiedevano un conto postale o della Banca popolare pugliese. La donna gli ha indicato la procedura da eseguire. Ha fornito dei dati numerici e poi ha detto di inserire il codice 1199 e pigiare su “esegui”. Lo ha poi assicurato che nel giro di qualche ora avremmo ricevuto l’accredito dei 500 euro”. 

Purtroppo invece la voce gentile e rassicurante era riuscita a far fare una ricarica sul proprio conto di mille e 200 euro (il codice era in realtà la cifra da ricaricare).  “Quando ho guardato la ricevuta mi sono accorta che era stata fatta una ricarica su un conto corrente. Abbiamo immediatamente chiamato quel numero e la voce dall’altra parte ci ha anche minacciato che ci avrebbe svuotato il conto”. Naturalmente la carta è stata subito bloccata. 

ricevuta truffa-2

Così le vittime, assistite dal loro legale, l’avvocato Ilaria Baldassarre, non hanno potuto fare altro che recarsi in caserma e raccontare tutto ai carabinieri.  “Sappiamo che probabilmente non riavremo i nostri soldi ma vogliamo rendere pubblica la nostra disavventura nella speranza di non far incappare nello stesso tipo di truffa anche altri venditori”. 

Cercando sul web si trovano diversi servizi giornalistici su questo nuovo modo di ingannare i cittadini dove un venditore si ritrova truffato dal compratore. Di solito avviene il contrario, chi vende incassa i soldi e sparisce senza inviare la merce. 

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