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Il commissariato di polizia a Ostuni

Il commissariato di polizia a Ostuni

Truffati in 15, ma solo uno parte civile

OSTUNI - Una truffa da 100.000 euro, con centrale operativa in tabaccheria. Almeno una quindicina di imprenditori ostunesi e del circondario rimasti vittima del raggiro di una vera e propria associazione per delinquere e nessuna parte civile. Anzi, una sola.

OSTUNI - Una truffa da 100.000 euro, con centrale operativa in tabaccheria. Almeno una quindicina di imprenditori ostunesi e del circondario rimasti vittima del raggiro di una vera e propria associazione per delinquere e nessuna parte civile. Anzi, una sola. Nessuno fra coloro che si ritrovarono a perdere somme di denaro a più zeri, ricevendo a quanto pare assegni scoperti, dalla premiata ditta Angelo Cavallo e Francesco Susco, ha inteso formalizzare nel processo celebratosi oggi dinanzi al Tribunale di Brindisi il proprio ruolo di persona offesa, con diritto a rivendicare un risarcimento dei danni. La ragione? Incomprensibile, o forse no.

I due finirono in manette nel novembre del 2009, l'indagine fu condotta dai poliziotti del commissariato di Ostuni. Il processo è alle sue prime battute: gli imputati sono, oltre ai due arrestati, Domenico Narducci di San Vito dei Normanni, Bernardino Prete di Ostuni e Cinzia D'Amico, di Ostuni. Il pm è Milto Stefano De Nozza, i difensori sono Ladislao Massari e Antonella Attolini, Gianvito Lillo, Giovanni Zaccaria e Francesco Sozzi.

Secondo l'accusa avrebbero costituito un vero e proprio sodalizio, non di stampo mafioso ma pur sempre un'associazione per delinquere, dando vita a un'impresa individuale, la Edil Sud, e occupandosi principalmente di forniture pagate con assegni scoperti. Il business fu scoperto dalla polizia. Le vittime furono ascoltate in commissariato: avevano presentato querela, per fortuna ininfluente ai fini della contestazione che si può muovere comunque d'ufficio.

Erano quasi tutte in aula, oggi, citate come testimoni della pubblica accusa. Nonostante i soldi persi non intendono battere cassa. E l'ipotesi che l'impresa non valga la spesa (pagare un avvocato per rischiare di non intascare neppure un cent) non sembra l'unica plausibile. Saranno testi importanti per la definizione del processo. Ma non sono formalmente al fianco dell'accusa, e questo è un dato di fatto.

 

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