Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Tutti a mare, fra distese di posidonia, ruderi di cemento e rifiuti di plastica

Con la stagione estiva che si appresta a entrare nel vivo, i brindisini tornano a prendere d'assalto le spiagge libere situate sulla strada litoranea a nord del capoluogo. In molti, quest'oggi (7 giugno), si sono calati in mare per il primo bagno dell'anno, riscontrando varie situazioni di disagio. Il principale nemico dei bagnanti è la posidonia

BRINDISI – Con la stagione estiva che si appresta a entrare nel vivo, i brindisini tornano a prendere d’assalto le spiagge libere situate sulla strada litoranea a nord del capoluogo. In molti, quest’oggi (7 giugno), si sono calati in mare per il primo bagno dell’anno, riscontrando varie situazioni di disagio. Il principale nemico dei bagnanti è la posidonia. Cumuli di pianta acquatica invadono le distese di sabbia situate fra località Punta Penne e località Giancola. Posidonia sulla spiaggia libera di Giancola-2

Proprio in questo tratto di litorale si sono concentrate stamani le attenzioni della redazione di Brindisireport. La prima spiaggia libera che si incontra sulla via del mare è quella di Punta Penne, accanto a lido Granchio Rosso. Poche decine di persone hanno posizionato ombrelloni e sdraio in questa striscia di sabbia. Ma la battigia era completamente ricoperta di posidonia. Stessa cosa avviene anche nello spicchio di spiaggia rimasta a disposizione dei cittadini, dopo la cantierizzazione dell’ex lido Poste (dove da un paio di mesi sono in corso i lavori di realizzazione di un nuovo stabilimento balneare privato, che dovrebbe vedere la luce entro l’estate 2016).

Costretti a rinunciare a quella che fino alla scorsa estate era la principale spiaggia libera della città, i brindisini saranno costretti a ripiegare sugli arenili situati lungo la falesia, fra Acque Chiare e Apani. In località Acque Chiare si trovano due spiagge fruibili. La prima, situata poco prima del complesso turistico sotto sequestro, era stata ripulita un paio di settimane fa da un gruppo di giovani volontari. Ma sono bastati pochi giorni di incuria perché i rifiuti trasportati dalle mareggiate tornassero a impadronirsi della sabbia, costellata di bottiglie di plastica, bicchieri e buste. “Se non fosse stato per quei ragazzi – dichiara una persona che risiede lungo la litoranea – adesso questa spiaggia sarebbe impraticabile”.

Superato il villaggio sotto sequestro, c’è un’altra spiaggia libera in cui stamani si sono recate numerose famiglie. Un’assidua frequentatrice RIfiuti fra le dune in località Giancola-2spiega che lo spicchio iniziale, incastrato fra la falesia e la distesa di sabbia, è completamente trascurato dalle istituzioni. E qui, oltre ai banchi di posidonia, a balzare all’occhio è un vecchio rudere di cemento posizionato proprio a ridosso della battigia, in totale stato d’abbandono. Si tratta dei resti di uno stabilimento balneare dismesso da anni. Pezzi di ferro arrugginito spuntano ovunque. Il fabbricato se ne sta cadendo letteralmente a pezzi, rappresentando una minaccia per l’incolumità dei bimbi. E poi ci sono rifiuti ovunque. La costruzione, insomma, è stata trasformata in una vera e propria discarica abusiva con vista sul mare. Uno scempio inaccettabile, nel cuore della macchia mediterranea.

Lasciata località Acque Chiare, alcune centinaia di metri più avanti c’è l’ultima spiaggia libera del litorale a nord di Brindisi, prima di Apani: quella di località Giancola. Sul tratto finale della distesa di sabbia c’è uno stabilimento balneare chiuso. Anche qui, la macchia mediterranea è contaminata da rifiuti di plastica abbandonati dagli incivili. E la solita posidonia ricopre un ampio tratto di battigia.La spiaggia di Punta Penne-2

Questa non può essere conferita in discarica né, come stabilito dall’ordinanza balneare della Regione Puglia approvata con determina dirigenziale numero 258/2013, può essere asportata, poiché “riveste un ruolo importantissimo nella protezione delle spiagge dai fenomeni erosivi – si legge nell’ordinanza firmata lo scorso giugno dal dirigente dell'ufficio Lavori pubblici del Comune di Brindisi, Pietro Cafaro – in quanto fornisce un contributo diretto e indiretto alla vita delle biocentesi animali e vegetali delle stesse spiagge”. L’amministrazione comunale può però disporne lo spostamento nelle retrovie delle spiagge, dove contribuisce al processo di formazione di nuove dune e a quello di consolidamento degli arenili.  

L'INTERVENTO DELL'ASSESSORE - L’assessore all’Ambiente del Comune di Brindisi, Antonio Monetti, spiega che nei tratti di spiagge libere situate in località Acque Chiare vengono effettuati ogni mattina dei lavori di pulizia dell’arenile da parte degli operatori di Ecologica Pugliese.

“Io personalmente – dichiara l’assessore – fra le ore 6 e le 6,15 del mattino seguo gli interventi”. Quanto al rudere che si trova sulle spiaggia di Acque Chiare, Monetti spiega che si tratta di una costruzione privata. “Fino all’anno scorso – afferma l’assessore – non veniva neanche pulito il tratto di arenile che si trova davanti al rudere. Da quest’anno, quest’area viene regolarmente pulita”. 

“Per quanto riguarda la posidonia – prosegue Monetti – abbiamo programmato degli interventi per abbancarla un po’ più dietro, che verranno espletati nei prossimi giorni. Stiamo sostenendo grossi sforzi per tenere le spiagge pulite. La gente li sta apprezzando”.

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