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I due marò italiani tra i poliziotti indiani, al centro con la barba Girone e a sinistra Latorre

I due marò italiani tra i poliziotti indiani, al centro con la barba Girone e a sinistra Latorre

"Tutti i sindaci a sostegno dei due marò"

BRINDISI - Il sindaco Mimmo Consales ha invitato tutti i sindaci della provincia di Brindisi a partecipare alla manifestazione che si svolgerà sabato prossimo in piazza Cairoli a sostegno della liberazione dei marò italiani trattenuti in India. Brindisi è la città che dagli anni Settanta ospita i fucilieri di marina del San Marco.

BRINDISI - Il sindaco Mimmo Consales ha invitato tutti i sindaci della provincia di Brindisi a partecipare alla manifestazione che si svolgerà sabato prossimo in piazza Cairoli a sostegno della liberazione dei marò italiani trattenuti in India. Brindisi è la città che dagli anni Settanta ospita i fucilieri di marina del SanMarco, allora il "Battaglione", oggi brigata marina su tre reggimenti e servizi, con sede nella caserma "Carlotto". Qui prestavano servizio Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, quest'ultimo a capo del nucleo di protezione antipirateria della petroliera italiana Enrica Lexie, da cui ventuno mesi fa, secondo le accuse degli investigatori indiani, sarebbero partite raffiche mortali contro un peschereccio del Kerala, provocando due morti.

La manifestazione, l'ennesima a sostegno della liberazione e del ritorno in patria dei due sottufficiali, attualmente domiciliati presso l'ambasciata italiana di Dehli, si svolgerà in giorni di forte pressing del governo italiano su quello indiano, affinchè si giunga al più presto ad una conclusione giudiziaria delle vicenda, e affinchà venga confermata la non applicazione della normativa speciale antipirateria e antiterrorismo al caso del presunto errore di ingaggio avvenuto al largo delle coste del Kerala, legilazione che prevede la pena di morte.

Il nuovo appello partito da Palazzo Chigi e dalla Farnesina ha già trovato una sponsa autorevole in una intervista alla Nuova Delhi Television Limited del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, per il quale "i due marò italiani possono avere ecceduto nelle loro funzioni, ma non sono terroristi". Inoltre il ministro Khurshid ha accusato del "disastro" provocato dall'imopiego della polizia speciale Nia nella vicenda della polizia Nia e della già citata legge per la repressione della pirateria, l'ex sottosegretario agli Interni indiano, Shinde.

Intanto, sperando che non intervengano rinvii, lunedì la Corte Suprema indiana valuterà, sulla base della richiesta presentata dal governo italiano, se liberare i due marò per i ritardi nel processo. Sempre il ministro Salman Khurshid, ha dichiarato "imbarazzante" il ritardo accumulato dalla giustizia indiana nell'avvio del processo contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, giustificando i due sottufficiali italiani "quando lamentano che sono passati due anni e loro non sono stati neanche incriminati. Provo imbarazzo ma è a causa della complessità del nostro sistema giudiziario che noi non riusciamo a sottoporli ad un rapido processo".

 

 

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