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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Incendio nei terreni di Buccarella affidati a Libera: "andiamo avanti senza cedimenti"

"In attesa dei riscontri delle Forze dell'ordine, andiamo avanti senza cedimenti". È questo il commento di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" all'indomani dell'incendio che ha distrutto dieci ettari di grano a Tuturano seminato in un terreno confiscato al clan Buccarella

TUTURANO - “In attesa dei riscontri delle Forze dell'ordine, andiamo avanti senza cedimenti”. È questo il commento di “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” all'indomani dell'incendio che ha distrutto dieci ettari di grano a Tuturano seminato in un terreno confiscato al clan Buccarella e assegnato alla cooperativa “Terre di Puglia Libera Terra”.

Dopo il sopralluogo tecnico da parte di alcuni giovani della cooperativa eseguito subito dopo l'incendio, questa mattina, presso la caserma dei carabinieri di Tuturano, è stata sporta regolare denuncia contro ignoti. Il terreno in questione è stato affidato a “Terre di Puglia Libera Terra” a luglio 2013 e questo era il primo anno in cui veniva seminato a grano dopo che per dieci anni è rimasto incolto. La mietitura era stata programmata per i prossimi giorni. Martedì sera, poco dopo le 18 il campo è andato a fuoco. Completamente distrutto.

“Già nel passato più volte la cooperativa Terre di Puglia Libera Terra è stata oggetto di numero si atti intimidatori e incendi che hanno distrutto Un vigneto assegnato alla coop Libera Terravigneti ed ettari di grano, anche in questo caso a pochi giorni dalla trebbiatura – si legge nella nota di Libera – in attesa dei riscontri necessari e osservando il doveroso riserbo per il lavoro delle forze dell'ordine – ribadiamo con forza e determinazione che le fiamme in Puglia, come quelle dei giorni scorsi in Sicilia, non fermeranno il nostro impegno per il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Andiamo avanti senza cedimenti, consapevoli della corresponsabilità e della concretezza che in provincia di Brindisi come nel resto del paese, stiamo cercando di costruire, anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell'ordine, dell'associazionismo e di molte amministrazioni attente e sensibili. I patrimoni sottratti ai clan, come dimostra l'esperienza della cooperativa Terre di Puglia Libera Terra e di tutte le cooperative che gestiscono terreni confiscati alle mafie, si possono trasformare in opportunità di lavoro e di crescita delle comunità locali”.

Solidarietà ai giovani della cooperativa Terre di Puglia è giunta dalla Federazione provinciale Brindisi del Pd “Ci addolora apprendere dell'incendio che ha distrutto 10 ettari di grano coltivato sui terreni confiscati alla famiglia Buccarella a Tuturano, affidati recentemente alla cooperativa sociale "Terre di Puglia - Libera Terre".

“Esprimiamo la più sentita solidarietà ad Alessandro Leo, Presidente della cooperativa e a tutti coloro che con lui quotidianamente si impegnano a restituire alla collettività ciò di cui è stata privata, lavorando sui beni confiscati, trasformando il frutto di azioni criminali in lavoro, speranze, futuro, cultura di legalità”.

I prodotti di Libera TerraSolidarietà e invito a non abbassare la guardia anche dagli onorevoli Davide Mattiello (PD - Componente Commissione Antimafia), Elisa Mariano e Salvatore Capone (PD) e Toni Matarrelli (Sel): “Se dovesse confermarsi la matrice dolosa dell'incendio che ha devastato il raccolto di un terreno confiscato ad un clan mafioso ed affidato alla cura della cooperativa sociale “Terre di Puglia-Libera Terra”, ci si troverebbe di fronte ad una grave ed allarmante intimidazione destinata all'intera popolazione brindisina. Non sarebbe infatti casuale la scelta di mirare e colpire al cuore delle attività di “Libera”, sodalizio che ha operato alacremente nel tentativo di edificare, sulle macerie lasciate dalla criminalità organizzata, valenti realtà imprenditoriali finalizzate al recupero sociale. Urge quindi che l'episodio, tanto più preoccupante perché dimostrerebbe la spudoratezza delle cosche locali a rialzare la testa anche in un frangente di apparente calma, sia avversato, al di là di ogni formula retorica di solidarietà, da quel fronte comune – popolato dalle istituzioni democratiche, dalle forze di polizia e dalla cosiddetta società civile – con attenta ed immediata efficacia”. 

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