Cronaca

Omicidio Tuturano: autopsia conferma, 9 colpi. Anche revolver calibro 38

Tre colpi di una calibro 7.65 e sei di un revolver, molto probabilmente una calibro 38: tutti sparati alle gambe dell’imprenditore 74enne, Gerardo Vero, morto lunedì mattina (8 dicembre) in ospedale dopo il ferimento avvenuto la sera prima nella sua villetta di Tuturano.

BRINDISI - Tre colpi di una calibro 7.65 e sei di un revolver, molto probabilmente una calibro 38: tutti sparati alle gambe dell’imprenditore 74enne, Gerardo Vero, morto lunedì mattina (8 dicembre) in ospedale dopo il ferimento avvenuto la sera prima nella sua villetta di Tuturano. L’autopsia, eseguita nel primo pomeriggio di oggi dal medico legale Antonio Carusi, fornisce conferma rispetto a quanto già ipotizzato dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi che indagano sull’omicidio dell’uomo che era in casa con il figlio in via delle Pesche, alle 21 del 7 dicembre, quando due uomini sono entrati nell’abitazione e hanno fatto fuoco.

L’inchiesta è coordinata dal pm Luca Buccheri, non risultano al momento persone iscritte nel registro degli indagati. Quanto alla causa della morte, sembrerebbe del tutto plausibile quella riportata sulla cartella clinica dai medici del Perrino: choc emorragico. La vittima aveva già perso parecchio sangue: all’arrivo in ospedale le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate. I colpi sono stati sparati a distanza ravvicinata: i due feritori, poi trasformatisi in killer andando probabilmente al di là delle proprie intenzioni, hanno mirato alle gambe.

Tanto la 7.65, quanto la calibro 38 hanno provocato lesioni particolarmente serie. Da qui si parte, per circoscrivere il movente e cercare di pervenire agli autori materiali di quello che aveva da essere forse una sorta di avvertimento finito in tragedia.

Continuano gli accertamenti degli uomini della Mobile sulle questioni economico-finanziarie riguardanti le aziende di famiglia che dopo il fulgore degli anni Ottanta e Novanta, travolte dalla bufera della tangentopoli brindisina, stavano attraversando un periodo tutt’altro che positivo. Sull’orlo del fallimento, a quanto si è appreso, come certificato tra l’altro dal magistrato di sorveglianza che aveva lo scorso anno concesso la semilibertà al figlio di Gerardo Vero, Giuseppe, condannato per evasione fiscale, proprio affinché badasse alle imprese.

Gerardo Vero-3La sera del 7 dicembre Gerardo e Giuseppe Vero erano all’interno della villetta, protetta da grate, di via delle Pesche. La porta era aperta. La moglie dell’imprenditore 74enne era fuori per lavoro. Fa la badante in casa di privati. Qualcuno è entrato, si è diretto nella stanza da letto dove Vero stava guardando la tv. Ha sparato. Il figlio ha chiamato i soccorsi, ha poi riferito ai poliziotti tutto quel che aveva udito dalla sua stanza. Nulla è riuscito a dire colui il quale è stato bersaglio degli spari agli agenti della Mobile. Appena giunto in ospedale il suo stato di salute è peggiorato fino a quando il suo cuore, alle prime luci dell’alba, ha cessato di battere. Ora, eseguito l’esame autoptico, in attesa che la consulenza completa sia sulla scrivania del pm (ci vorranno 60 giorni) la salma è stata riconsegnata ai famigliari per il rito funebre. 

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