Uccise due fratelli dopo lite: arrestato

ORIA – Sentenza definitiva e accuse confermate. A distanza di otto anni la Giustizia riconosce Cosimo De Michele (61 anni, di Oria) quale autore del duplice omicidio dei fratelli Salvatore e Livio Italiano, trucidati a colpi di pistola nel 2004, durante una sparatoria avvenuta per strada a Oria, tra appartenenti a due clan rivali. Per quel tragico regolamento di conti, il sessantunenne oritano è stato condannato a 20 anni di reclusione. Così, concluso il processo, i militari della Stazione Carabinieri di Oria lo hanno tratto in arresto.

Una pattuglia di carabinieri ad Oria

ORIA – Sentenza definitiva e accuse confermate. A distanza di otto anni la Giustizia riconosce Cosimo De Michele (61 anni, di Oria) quale autore del duplice omicidio dei fratelli Salvatore e Livio Italiano, trucidati a colpi di pistola nel 2004, durante una sparatoria avvenuta per strada a Oria, tra appartenenti a due clan rivali. Per quel tragico regolamento di conti, il sessantunenne oritano è stato condannato a 20 anni di reclusione. Così, concluso il processo, i militari della Stazione Carabinieri di Oria lo hanno tratto in arresto.

De Michele - detto "patalino" - in primo grado aveva rimediato una condanna all'ergastolo sebbene avesse chiesto e ottenuto il rito abbreviato che pure in alcuni casi prevede "sconti". I giudici della Corte di Appello nel 2007 “accorciarono” a vent'anni la pena per De Michele.

Cosimo De Michele aveva subito confessato essere l'autore del duplice omicidio, quando, a seguito di una rissa scoppiata fra due gruppi rivali, si era ritrovato faccia a faccia con i fratelli Italiano nella tragica sparatoria, venuta il 13 marzo 2004 nel centro del paese, esattamente in una traversa di via Torre.

Salvatore Italiano morì sul colpo, Livio spirò subito dopo l'arrivo in ospedale, a Francavilla Fontana. In tre rimasero feriti. Il processo ha confermato che si trattò di un vero e proprio duello: gli inquirenti ritrovarono dodici bossoli di vario calibro.

Gli uomini dei due clan si affrontarono prima a parole, poi da uno dei due gruppi partirono i primi colpi e da quel momento la situazione degenerò. Buona parte delle persone coinvolte nella sparatoria avevano precedenti penali per furto, ricettazione e reati contro il patrimonio.

De Michele non finirà subito in carcere. Condannato a 20 anni per omicidio doloso e rissa, dovrà infatti scontare i primi due anni presso il proprio domicilio e i restanti diciotto presso un istituto di pena. Il beneficio gli è stato concesso per motivi di salute dal Tribunale di Taranto che ne ha disposto la carcerazione.

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