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Pietro Lonoce

Pietro Lonoce

Uccise la madre col fuoco, sarà sottoposto a perizia psichiatrica

BRINDISI – Sarà sottoposto a perizia psichiatrica Pietro Lonoce, 36 anni, di Francavilla Fontana, che lo scorso 28 dicembre ha ucciso la madre versandole addosso benzina e appiccando il fuoco. Una storia di rapporti tesi tra un figlio perditempo che pretendeva denaro, sempre denaro, e una povera donna che viveva con una misera pensione.

BRINDISI - Sarà sottoposto a perizia psichiatrica Pietro Lonoce, 36 anni, di Francavilla Fontana, che lo scorso 28 dicembre ha ucciso la madre versandole addosso benzina e appiccando il fuoco. Una storia di rapporti tesi tra un figlio perditempo che pretendeva denaro, sempre denaro, e una povera donna che viveva con una misera pensione.

La perizia è stata chiesta dai difensori del francavillese, arrestato due giorni dopo l'omicidio ed ora rinchiuso in carcere, avvocati Luigi Palmieri e Fabrizio Lamanna. Il giudice per le indagini preliminari Paola Lioce ha accolto, incaricando lo psichiatra Domenico Suma di valutare le condizioni mentali del detenuto. I difensori, peraltro, sono orientati a chiedere il rito abbreviato. Lonoce, subito dopo l'arresto confessò di essere l'autore dell'omicidio. Non ce n'era bisogno perché i carabinieri avevano già chiaro il quadro della situazione. Ma la confessione, ovviamente, ha consentito di chiudere totalmente il cerchio.

Peraltro, con la confessione e con il rito abbreviato, il francavillese potrebbe ottenere un considerevole sconto. E ancora di più se dalla perizia psichiatrica verrà fuori che non nella sua testa non tutto gira alla perfezione. Paola Liaci ora fisserà la prossima udienza non appena lo psichiatra avrà depositato la perizia. L'uomo viveva in casa con la madre Antonia Musci di 66 anni. Rapporto di convivenza difficile per il carattere violento di Pietro. Pretendeva soldi. E se non li aveva a volte passava dalle minacce alle vie di fatto. Era talmente abbrutito dall'alcol e dalla sua mania per le slot machine che non aveva nessuna remora a picchiare la madre per avere denaro. Lei, poveretta, lo ha sempre perdonato. L'affetto di una madre verso il proprio figlio è sempre tanto, anche da far dimenticare le cattiverie subite.

La situazione peggiorava sempre più. Pietro Lonoce non aveva voglia di lavorare ma solo di girare per i bar di Francavilla, riempirsi di alcool e bruciare quei pochi soldi della pensione della madre alle slot. Antonia Musci aveva cercato di porre rimedio. Ma troppo tardi. L'ultimo litigio fu provocato dall'ennesima richiesta di denaro e dal rifiuto della donna. L'uomo uscì dall'abitazione nella zona 167 (le case popolari). Prese due bottiglie di plastica e le riempì di benzina ad un distributore automatico. Quindi tornò a casa. La madre era seduta sul divano. Le rovesciò addosso il contenuto di una bottiglia e le lanciò sopra un fiammifero. Le fiamme divamparono. Le grida di terrore della poveretta. La sua corsa sul pianerottolo per chiedere aiuto alla sua vicina di casa e amica. Ma il figlio era ormai una furia. Le svuotò addosso il contenuto dalla seconda bottiglia e si allontanò.

La poveretta morì tra atroci sofferenze qualche ora dopo. "Avevo deciso di ammazzarla perché non sopportavo più la convivenza", racconterà due giorni dopo quando una pattuglia di vigili urbani lo notò nella stazione ferroviaria mentre era in attesa del treno per Brindisi. L'idea di bruciarla viva gli era venuta leggendo su un giornale una storia molto simile. Ai carabinieri, che lo interrogarono subito dopo l'arresto, disse di non essere affatto pentito. Anzi, che la situazione in casa era talmente tesa per colpa della madre che se avesse potuto avrebbe ripetuto lo scempio compiuto.

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