Cane ucciso a fucilate: rintracciato uno degli indagati dell'inchiesta Bronx

Arrestato all'aeroporto Doncaster South Yorkshire (inghilterra) un rumeno di 28 anni, ricercato dallo scorso 30 gennaio

SAN VITO DEI NORMANNI – Avrebbe portato il suo cane in campagna e lì lo avrebbe ucciso a colpi di fucile. E’ stato rintracciato in Inghilterra il presunto autore di un episodio che destò forte sdegno, nell’ambito dell’inchiesta Bronx. Il 28enne Marius Florentin Silaghi, originario della Romania, senza fissa dimora, è stato arrestato dalla Polizia di Frontiera presso l’aeroporto Doncaster South Yorkshire. Gli agenti britannici lo attendevano al varco, allertati dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. Marius era irreperibile dal 30 gennaio 2020, quando avvennero le notifiche dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro, a seguito delle indagini condotte dal Norm della compagnia di San Vito dei Normanni, al comando del capitano Antonio Corvino e del tenente Alberto Bruno, su una serie di episodi di spaccio, tentate estorsioni, corruzione e armi.

Il pm Montinaro si è attivato celermente e direttamente con gli organi giudiziari paritetici per consegnare alla giustizia anche Silaghi, destinatario di un mandato di arresto europeo. Il resto lo hanno fatto i carabinieri, che hanno rintracciato il 28enne in Romania e hanno monitorato i suoi spostamenti fino all’arrivo in Inghilterra. L’uomo deve rispondere di reati di detenzione illegale di armi clandestine utilizzate per l’uccisione del proprio cane a colpi di fucile. 

L’episodio si sarebbe verificato il 6 gennaio 2019, nelle campagne fra San Vito dei Normanni e San Michele Salentino. Il rumeno, insieme a un altro indagato, sarebbe salito a bordo di un’auto "monitorata" dai carabinieri. Gli inquirenti intercettarono una conversazione in cui veniva pianificato il prelevamento del cane, per condurlo in una località di campagna situata nell’agro di San Michele Salentino. Le intenzioni di uccidere l’esemplare tramite impiccagione, purtroppo, poco dopo, trovano un drammatico riscontro. 

Una volta giunti a destinazione, infatti, gli indagati scendono dalla macchina e con una corda avrebbero cercato di soffocare il cane. A un certo punto vengono captati alcuni colpi di arma da fuoco, seguiti dall’espressione “che brutta morte”. Poi, ancora, altri colpi di arma da fuoco. Subito dopo il cane sarebbe stato bruciato, per evitare che l’eventuale ritrovamento potesse permettere di risalire al proprietario, tramite il microchip di cui era dotato l’animale. Dopo le formalità di rito, Silaghi sarà condotto in Italia. 

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