Corruzione e rifiuti: udienza preliminare per 32, incluso ex senatore

La coppia Leobilla-Pecere, ex sindaci e pubblici dipendenti compariranno il 7 aprile 2020 davanti al gup Tea Verderosa

CAROVIGNO - C’è anche l’ex senatore Vittorio Zizza tra i 32 indagati per le vicende legate alle presunte attività corruttive del gruppo operante attorno a Pasquale Leobilla, 63 anni, e Angelo Pecere, 64 anni, entrambi di Carovigno, e alla società Reteservizi Srl (operante nel settore della raccolta rifiuti ma anche nell’assistenza ai centri per migranti, al centro di una complessa indagine sfociata il 23 ottobre del 2017 in 12 arresti), e per i quali il gup Tea Verderosa ha decretato la fissazione dell’udienza preliminare il 7 aprile 2020, in cui si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Francesco Carluccio.

L’indagine “Hydra”

Il sostituto procuratore Carluccio, rimasto titolare unico dell’indagine denominata “Hydra” dopo il passaggio del collega Milto De Nozza alla Dda di Lecce, ha indicato come fonti di prova le risultanze investigative ottenute dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, sfociate negli arresti dell’autunno del 2017), quelle svolte sul fronte tributario e fiscale dalla compagnia di Ostuni della Guardia di Finanza, che hanno appurato un imponibile evaso di circa 2 milioni di euro da parte della Reteservizi Srl attraverso l’impiego di almeno tre società “cartiere”, con l’applicazione conseguente di un sequestro per equivalente negli stessi giorni del blitz “Hydra”.

Il giudice dell’udienza preliminare ha anche inviato avviso alle parti offese indicate dalla pubblica accusa: si tratta dei sindaci dei Comuni di Torchiarolo, Villa Castelli, Poggiorsini (Bari), Isole Tremiti (Foggia), Biccari (Foggia), l’Ispettorato del lavoro di Brindisi, l’Inps di Brindisi e l’Agenzia delle Entrate e della Riscossione di Brindisi, per la eventuale costituzione di parte civile.

Gli imputati

Le persone che hanno ricevuto l’avviso come indagati sono: Pasquale Leobilla; Angelo Pecere; Cosimo Celino, Carovigno, 48 anni; Angelo Leozappa, San Vito dei Normanni, 62 anni; Giovanni Del Coco, sindaco protempore di Torchiarolo, 70 anni; Nicola Serinelli, altro ex sindaco di Torchiarolo, 68 anni; Maurizio Nicolardi, vice sindaco protempore di Torchiarolo, 53 anni; Pasquale Vitantonio Caliandro, sindaco protempore di Villa Castelli, 68 anni; Giuseppe Velluzzi, ex direttore Ase di Manfredonia e consulente di vari Comuni pugliesi, 48 anni, Potenza; Giacomo Dormio, Monopoli, 53 anni; Laura Alexandra Madaras, rumena residente a Carovigno, 30 anni; Francesco Conserva, 54 anni, Carovigno; Vittorio Salvatore Quartulli, 64 anni, Carovigno; Francesco Colucci, 61 anni, San Vito dei Normanni; Antonio Ferrante, 67 anni, Brindisi; Antonio Marangio, 55 anni, san Pietro Vernotico; Piero Lofino, 43 anni, Carovigno; Pietro Tamborrino, 40 anni, Carovigno; Giovanna Leo, 46 anni, Carovigno; Pasqua Tamborrino, 59 anni, Carovigno; Carmelina Leo, 44 anni, Carovigno; Antonio Milito, 58 anni, Torchiarolo; Orsola D’Agostino, 56 anni, Pescara; Erika D’Ettorre, 38 anni, Spoltore (Pescara); Carmelita Marraffa, 35 anni, Carovigno; Pasquale Giovane, 72 anni, Villa Castelli; Mario Miglietta, 42 anni, Torchiarolo; Giovanni Majorano, 38 anni, Torchiarolo; Angelo Grassi, 28 anni, Torchiarolo; Antonio Paura, 46 anni, Torchiarolo; Enrico Messito, 39 anni, Torchiarolo.

Le accuse principali

Leobilla, Pecere e Velluzzi sono imputati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di corruzione per atti di ufficio e falso in certificati e autorizzazioni amministrative, ai danni della pubblica amministrazione, il patrimonio e la fede pubblica, i primi due in veste di capi, promotori e organizzatori dell’associazione stessa. Risultando formalmente solo come dipendenti della Reteservizi Srl, in realtà ne erano soci e amministratori di fatto. Velluzzi loro socio in affari, sfruttava – è l’accusa – qualifica professionale e reti di conoscenze nella pubblica amministrazione, ricevendo dagli altri due compensi in denaro ed utilità.

Del Coco, con Leobilla e Pecere è imputato di corruzione continuata e aggravata per atti contrari ai doveri di ufficio.  Per Serinelli, Nicolardi, Pecere, Leobilla, Miglietta, Maiorano, Grassi, Milito, Paura e Messito, c’è l’accusa di corruzione elettorale (reato iniziato quando Serinelli era candidato sindaco). Caliandro, Giovane, Leobilla e Pecere sono accusati di concorso in falsa testimonianza (Giovane sarebbe stato indotto dagli altri tre a rendere una falsa testimonianza in una causa civile instaurata dalla Reteservizi Srl contro il Comune di Villa Castelli).

Caliandro assieme a Leobilla e Pecere è anche accusato per un finanziamento elettorale illecito di 5000 euro, e di corruzione per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, per essersi fatto promettere da Pecere la somma di 50mila euro per favorire la transazione a 300mila euro tra Reteservizi e Comune di Villa Castelli su un credito presunto vantato di 1.069.203,33 euro dall’azienda per servizi aggiuntivi. I tre sono inoltre accusati anche di concorso in traffico di influenze illecito.

L’ex senatore Vittorio Zizza, Pecere e Leobilla sono accusati di finanziamento illecito in favore di un candidato alla carica di parlamentare. Zizza, all’epoca sindaco di Carovigno, era in corsa alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio del 2013, avrebbe ricevuto un assegno di 10mila euro data 16 gennaio 2013.

Tra i capi di accusa, anche quello di abuso di ufficio in concorso a carico di Quartulli, Colucci, Ferrante, Lofino e Marangio, i primi tre ispettori del lavoro, che avrebbero omesso di redigere un verbale dopo una visita ispettiva in un cantiere edile a Oria in cui erano interessati gli altri due imputati (Lofino per avervi distaccato mano d’opera), entrambi imprenditori. Un dirigente medico protempore dell’ospedale di Francavilla Fontana, Francesco Conserva, è accusato di falso ideologico in atto pubblico per aver attestato a favore di Leobilla un infortunio inesistente.

Vi sono poi capi di imputazione relativi a falsi rapporti di lavoro finalizzati a truffare la previdenza pubblica, false fatturazioni, evasione fiscale, falsi sub appalti, favoreggiamento della prostituzione che coinvolgono in vario titolo altri e persone che compariranno nell’udienza preliminare del prossimo mese di aprile, inclusi coloro che hanno fatto da prestanome per la Reteservizi Srl.

I difensori

Nutrito il collegio di difesa dei 32 imputati: gli avvocati Milena Cellie, Vincenzo Farina, Giuseppe Lanzalone, Gaetano Sansone, Angela Matarrese, Giancarlo Camassa, Ladislao Massari, Carmelo e Silvio Molfetta, Roberto Palmisano, Cosimo De Leonardis, Rosario Almiento, Giampaolo Caretta, Vito Mormando, Adolfo Sartorio, Giovanni Francioso, Pasquale Lanzillotti, Pasquale Annicchiarico, Giuseppe Guastella, Roberto Orsini, Giovanni Zaccaria, Francesco Orlandino, Marzia Bagnulo, Amedeo Di Russo, Raffaele Missere, Carlo Tatarano, Massimo Renna, Alessandro Dell’Atti.

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