Uffici comunali: cade e si rompe il femore, pensionata chiede i danni

Una 77enne non si accorge di uno scalino e mette un piede in fallo negli uffici di via Casimiro. La relazione tecnica: "Incidente causato dalla carenza di sicurezz dalla mancanza delle prescritte segnalazioni e sistemazioni"

Il luogo in cui si è verificato l'incidente (foto allegata alla relazione dell'ingegnere Romani)

BRINDISI – Quello scalino non era adeguatamente segnalato. Per questo una brindisina di 77 anni che lo scorso tre ottobre si è rotta femore e polso a seguito di una caduta all’interno degli uffici comunali, chiede i danni all’amministrazione comunale di Brindisi. Lo fa attraverso una lettera di diffida redatta dall’avvocato Maurizio Salerno. Si tratta in pratica dell’anticamera di un’azione risarcitoria che verosimilmente approderà nelle aule di tribunale. Perché da quanto emerge da una relazione tecnica dell’ingegnere Luigi Romani allegata alla lettera, i locali in cui è avvenuto l’incidente non erano a norma.

La pensionata stava percorrendo il corridoio interno che dal secondo livello dell’ufficio comunale con accesso di via Casimiro conduce alla rampa scale che collega i due piani con accesso dal civico 19 di via Filomeno Consiglio. Non avvedendosi della “presenza dello scalino – si legge nella lettera – in corrispondenza del filo della soglia”, la donna ha messo un piede in fallo, cadendo rovinosamente. Soccorsa dal personale del 118, la pensionata è stata trasportata presso l’ospedale Perrino, dove le è stata diagnosticata una “frattura pertrocanterica femore destro e frattura scomposta epifisi distale del polso destro”.

urbanistica e lavori pubblici via casimiro-2

Nella relazione dell’ingegnere Romani si legge che “l’incidente si è verificato per le carenti condizioni di sicurezza del percorso interno della sede comunale”. Nello specifico, il professionista ha riscontrato delle violazioni al Testo unico, nella parte riguardante gli ambienti di lavoro e, in particolare, le vie di circolazione, le zone di pericolo, i pavimenti e passaggi.

“Le vie di circolazione – recita la norma – comprese scale, scale fisse e banchine e rampe di carico, devono essere situate e calcolate in modo tale che i pedoni o i veicoli possano utilizzarle facilmente in piena sicurezza e conformemente alla loro destinazione e che i lavoratori operanti nelle vicinanze di queste vie di circolazione non corrano alcun rischio”. Inoltre “le zone di pericolo devono essere segnalate in modo chiaramente visibile”.

Scalino Comune 3-2

L’ingegnere rimarca che la 77enne stava seguendo un percorso “accessibile da chiunque frequenti gli uffici, non essendovi alcuna limitazione all’uso o cartelli monitori che ne interdicano il transito”. Tuttavia tale percorso era privo “delle prescritte segnalazioni e il tratto che comprende gli scalini è privo di contromano”. L’ingegnere osserva inoltre che “in corrispondenza del luogo dell’incidente il percorso è ingannevole e insidioso in quanto il dislivello di 13 centimetri dello scalino si trova immediatamente dopo la svolta a destra ed in corrispondenza del filo della soglia, in posizione non distinguibile dall’utente e determinante per l’incidente”. Non solo. Nelle relazione viene anche rimarcato il fatto che sul luogo della caduta “non vi sia alcuna variazione cromatica tra la soglia e la pavimentazione del successivo sottostante ripiano, essendo costituite da marmi identici per qualità e cromatismo”.

Scalino Comune 2-2

Alla luce di tali considerazioni, “si ritiene dimostrato – si legge nelle conclusioni della perizia – che l’incidente occorso il 3 ottobre alla signora F.P. è stato causato dalla carenza di sicurezza dello specifico punto del percorso pedonale nonché dalla mancanza delle prescritte segnalazioni e sistemazioni di sicurezza”. Per questo, "la responsabilità del sinistro - sostiene l'avvvocato Salerno - è da ascriversi esclusivamente all'Amministrazione comunale d Brindisi che, in quanto proprietaria dell'edificio, è tenuta ad avere ogni luogo a norma e comunque idoneo a preservare e garantire l'incolumità delle persone". 

La diffida è stata inoltrata lo scorso 21 novembre all’ufficio protocollo del Comune di Brindisi, tramite Pec.

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