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Compra vendita di Bmw e Mercedes dall'estero: scoperta maxi evasione fiscale

Ammonterebbe a 2,5 milioni di euro l'Iva evasa da un imprenditore che acquistava auto di lusso dalla Germania per poi rivenderle nel Brindisino. L'attività era intestata a un prestanome

BRINDISI – Acquistavano centinaia di auto di grossa cilindrata (perlopiù Mercedes, Bmw e Audi) dalla Germania senza pagare l’Iva e poi le rivendevano agli acquirenti finali. Ammonterebbe a 2milioni e 460mila euro l’Iva evasa fra il 2014 e il 2016 dal reale titolare di un’attività di compravendita di auto usate e dal prestanome al quale tale attività era stata intestata fittiziamente. Entrambi risiedono in un paese nella provincia di Brindisi.

Sulle loro tracce sono giunti gli uomini dell’Ufficio delle Dogane di Brindisi diretti da Giancarlo Brusco, nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa scaturita da una mirata analisi dei rischi locali. Si stima che il giro d’affari complessivo ammonti a svariati milioni di euro. Gli indagati si mettevano in contatto con i loro committenti (persone interessate all’acquisto di auto di lusso provenienti dall’etero) attraverso il web, il passa parola o altri canali.

Le macchine arrivavano dalla Germania a bordo di bisarche. Una volta giunti nel Brindisino, i veicoli venivano subito rivenduti ai clienti che avevano effettuato l’ordine. Ci si dava appuntamento in un piazzale o in un luogo privato per concludere lo scambio. L’attività non aveva una sede fisica con delle insegne. Si faceva il possibile per non dare nell’occhio. Gli acquirenti finali erano del tutto ignari dell’attività illecita in cui era coinvolto in venditore. Nessuna condotta penalmente rilevante si può quindi onfigurare a carico dei committenti.

Gli investigatori brindisini sono riusciti ad accertare la mancata fatturazione di vendita, a fronte di ingenti acquisti intracomunitari di veicoli non più in possesso della ditta, grazie anche a un’intensa attività di cooperazione amministrativa con le autorità doganali di altri Stati membri dell’Unione Europea. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Brindisi. 

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