“Un’altra morte inammissibile”

VILLA CASTELLI – “A distanza di appena venti giorni, un altro grave lutto ha colpito la comunità parrocchiale e il nostro Comune. Analoghe le circostanze: ancora una volta piangiamo per una morte inaccettabile. Perché inammissibile è morire sull’asfalto, a causa di un incidente stradale, mentre ci si reca sul luogo di lavoro”.

Francesco Alò

VILLA CASTELLI – “A distanza di appena venti giorni, un altro grave lutto ha colpito la comunità parrocchiale e il nostro Comune. Analoghe le circostanze: ancora una volta piangiamo per una morte inaccettabile. Perché inammissibile è morire sull’asfalto, a causa di un incidente stradale, mentre ci si reca sul luogo di lavoro”.

Don Lorenzo Elia, parroco della Chiesa di “San Vincenzo dei Paoli” esprime così dal pulpito, il proprio rammarico e la propria solidarietà ai familiari di Francesco Alò: il quarantatreenne dipendente di un’impresa di trasporti di Cisternino, deceduto martedì mattina lungo la provinciale Ceglie Messapica-Cisternino, a seguito delle ferite riportate nel terrificante schianto frontale tra la sua “Fiat Punto” e una betoniera.

Il dolore che Villa Castelli ha provato nella circostanza è lo stesso che ha dilaniato i cuori soltanto poche settimane fa, quando a perdere la vita fu Maria Rosaria Semeraro: la trentaseienne operatrice agricola deceduta a seguito di un altro tragico incidente stradale che coinvolse il bus sul quale viaggiava, insieme al marito e una ventina di braccianti, tutte del posto.

“Francesco era un uomo buono, un gran lavoratore, capace di sopportare con dignità la fatica e il peso dei sacrifici, pur di non far mancare nulla alla famiglia. A sua moglie, a sua figlia, va la nostra solidarietà. A loro ci stringiamo con affetto, esortandole a superare questo tremendo e improvviso distacco, trovando nella fede la forza per reagire”.

Poi il pensiero corre a Francesco: “Ha donato amore. Ed amore ha ricevuto dai suoi cari. Ma posso affermare che è stato generoso con tutti e non sempre, purtroppo, la sua bontà d’animo è stata adeguatamente ricambiata”.

Ad attendere il feretro, sia dentro che all’esterno della chiesa, una folla commossa, che ha rotto il silenzio soltanto all’arrivo della bara, portata a spalle da amici e parenti, scortata dalla banda cittadina e da un lungo corteo. Un lungo applauso, poi l’estremo saluto.

Proseguono, intanto, coordinate dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Brindisi, Luca Bucchieri, le indagini per fare chiarezza sull’incidente.

Un frontale terrificante, questa al momento l’unica certezza. Francesco Alò, alla guida di una “Fiat Punto”,  è deceduto sul colpo, intrappolato nell’abitacolo della sua utilitaria, schiacciata da una betoniera dopo il terribile schianto.

L’auto del quarantatreenne sarebbe “impazzita” all’improvviso: una sbandata maledetta, proprio nel momento in cui lungo la corsia opposta sopraggiungeva il camion attrezzato per il trasporto del cemento, guidato da Andrea Chirulli, 49 anni, di Ceglie, rimasto illeso: per lui, un dramma nel dramma. Suo figlio, appena ventenne, lo perse in circostanze maledettamente simili: vittima di un incidente stradale.

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