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La Ionian Spirit alle rampe del Seno di Levante

La Ionian Spirit alle rampe del Seno di Levante

Un appello dalla nave sequestrata

BRINDISI - "Leave the vessel Ionian spirit 2 human person without life. No power no water here. Because is Saturday. Thanks very much" . E' il messaggio arrivato all'indirizzo di BrindisiReport.it questa sera dai due marittimi rimasti a bordo del traghetto Ionian Spirit.

BRINDISI - "Leave the vessel Ionian spirit 2 human person without life. No power no water here. Because is Saturday. Thanks very much" . E' il messaggio arrivato all'indirizzo di posta elettronica di BrindisiReport.it questa sera dai due marittimi rimasti a bordo del traghetto Ionian Spirit, sotto sequestro nel Seno di levante del porto di Brindisi dal settembre scorso e in attesa di procedura d'asta giudiziaria. Tra i creditori dell'armatore Agoudimos ci sono anche gli uomini dell'equipaggio, i quali tuttavia avevano abbandonato Brindisi, comandante incluso, dopo aver avviato l'iter giudiziario a tutela delle proprie spettanze.

Ma questa mattina il generatore di corrente messo gratuitamente a disposizione della Capitaneria di Porto, che segue il caso anche dal punto di vista umanitario, dall'impresa Bis, ha subito un guasto e il pezzo di ricambio sarà disponibile solo lunedì mattina. Senza energia elettrica a bordo non fuinzionano neppure le pompe, quindi niente acqua per i servizi igienici e la cucina. Da qui il messaggio partito dalla nave: "Senza acque ed energia perchè è sabato".

Le persone rimaste a bordo sono un marittimo greco ed un collega montenegrino, il quale non ha altre chance per sperare di recuparare le paghe arretrate, mentre il marinaio ellenico si era offerto volontario per svolgere il ruolo di custode giudiziale della Ionian Spirit, ricevendo quindi formale nomina da parte del magistrato che si occupa del caso. In cambio, il riconoscimento di mille euro mensili che saranno tuttavia liquidati dopo la vendita all'asta del traghetto.

Il marittimo greco, ridotto alle strette dal punto di vista economico, sottoposto ai già noti disagi, impossibilitato a tornare a casa anche per breve tempo per visitare la famiglia, aveva chiesto di poter rinunciare alla nomina, ma il giudice gli ha spiegato che non era possibile. da qui un appello all'ambasciata greca a Roma per essere rimpatriato. Insomma, una storia che illustra molto bene quali siano i problemi che si possono abbattere sull'equipaggio di una nave mercantile anche in questi anni.

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