Cronaca

Un brindisino inventa un nuovo sistema per frenare l'erosione costiera

Porta la firma di un brindisino l'idea che potrebbe introdurre una nuova strategia di contrasto all'erosione delle coste marine, un fenomeno che sta lentamente consumando gran parte degli arenili delle spiagge italiane

BRINDISI – Porta la firma di un brindisino l’idea che potrebbe introdurre una nuova strategia di contrasto all’erosione delle coste marine, un fenomeno che sta lentamente consumando gran parte degli arenili delle spiagge italiane e che soprattutto sui litorali a nord e a sud di Brindisi fa sentire i suoi effetti. Tecnicamente si chiama “modulo per sistema antierosione” il sistema escogitato da Giuseppe Tamburrano, di cui è già stata depositata domanda di brevetto per invenzione industriale. Si tratta in sostanza di barriere composte da materiali riciclati che possono essere realizzate e installate dal gestore di uno stabilimento balneare privato ma che potrebbero tornare utili anche alle pubbliche amministrazioni.

“Da anni – dichiara Tamburrano – gli esperti del settore stanno cercando una soluzione per combattere il fenomeno dell’erosione della costa, ma ancora non si sono trovate delle valide contromisure, al di là di una serie di interventi che non risolvono del tutto il problema”. E allora Tamburrano, esperto conoscitore del tratto di litorale che va dalla provincia Bari a quella di Lecce, ha avuto un’intuizione maturata nell’ambito delle competenze professionali acquisite nei decenni in cui ha lavorato nel settore della plastica e nell’ambiente marino. Qualcuno forse ricorderà che Tamburrano faceva parte deal team di sub che nel 1992 scoprì i bronzi al largo di Punta del Serrone, ribattezzati appunto i bronzi di Punta Serrone. Non solo, il brindisino ha lavorato a lungo per la Tecnomare, con un presidio multizonale utilizzato come supporto logistico.

Ma in cosa consiste, dunque, l’invenzione di Tamburrano? I moduli anti erosione sono stati concepiti con l’obiettivo di mettere a disposizione un sistema semplice da realizzare, economico e allo stesso tempo efficace, senza impatto ambientale o paesaggistico e che aiuti realmente a risolvere i problemi causati dall’erosione all’ecosistema. Fra le caratteristiche dell’invenzione figurano: la flessibilità sia durante la sua realizzazione che durante l’uso; l’economicità dei costi sia in fase realizzativa che in quella manutentiva. Tali obiettivi verrebbero raggiunti attraverso l’installazione ad alcuni metri dalla battigia di un modulo in grado di recuperare in situ i sedimenti sabbiosi in sospensione presenti nella onde. In particolare la barriera è costituita da “una base e da un’ala accoppiata alla suddetta base in posizione inclinata rispetto ad essa”.

La base è provvista sia di “mezzi di accoppiamento per l’associazione con l’ala” che di “mezzi di accoppiamento per l’associazione con un sistema di ancoraggio”, fino a formare “un alloggiamento atto al recupero di sedimenti”. In virtù di questa conformazione, il modulo consente all’onda che trasporta sedimenti di superate l’ala, infrangersi sulla battigia e tornare indietro, depositando i suoi sedimenti nell’alloggiamento ottenuto tra base ed ala, in particolare attraverso la riduzione dell’energia di riflusso determinata dal decadimento dell’onda per mezzo ella barriera.

La sabbia e gli altri sedimenti che si accumulano alla base del modulo poi sono facilmente recuperabili. Il sistema di ancoraggio al fondale (un cavo d’acciaio sul quale viene collocata la base del modulo) è stato pensato in maniera tale da rendere facilmente posizionabile e rimovibile il modulo, per cui è possibile porlo in opera durante l’inverno per poi rimuoverlo durante la stagione balneare. Nulla a che vedere, quindi, con i frangi flutti che anche in alcuni punti della fascia costiera a sud di Brindisi sono stati collocati a poche decine di metri dalla battigia. “I moduli – spiega Tamburrano – vanno lasciati in acqua solo nei mesi autunnali e invernali. Con l’arrivo della stagione possono essere rimossi. Non vi è quindi alcun impatto durante al stagione turistica. E poi una volta rimosso è facilmente immagazzinabile, in quanto i moduli possono essere facilmente impilabili in spazi ristretti. Il sistema, insomma, risulta estremamente flessibile, grazie alla sua modularità”.

L’utilizzo di questo sistema antierosione può comportare dei vantaggi sia peri privati che per gli enti pubblici, “in quanto eviterebbe – afferma Tamburrano – la cantierizzazione di opere edili che comportano la movimentazione di manufatti e/o materiali ingombranti, con ovvi benefici economici (basti pensare alle ingenti somme investite dal Comune di Brindisi nei lavori di consolidamento della falesia, tuttora in corso d’opera)”. L’idea di Tamburrano, dunque, a breve sarà ufficialmente brevettata. 

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