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Una zona di sbarco ai piedi della falesia di Torre Mattarelle

Una zona di sbarco ai piedi della falesia di Torre Mattarelle

Un cadavere sotto la scogliera

BRINDISI - Il cadavere di un uomo di età compresa tra i 20 e i 30 anni, di razza caucasica, è stato rinvenuto attorno alla mezzanotte scorsa ai piedi della falesia di Torre Mattarelle. Il recupero del corpo, probabilmente un clandestino annegato durante uno dei recenti sbarchi notturni nella zona, è stato complicato proprio dall'altezza della linea di costa in quel punto. Del caso si sta occupando la Squadra mobile di Brindisi.

BRINDISI - Il cadavere di un uomo di età compresa tra i 20 e i 30 anni, di razza caucasica, è stato rinvenuto attorno alla mezzanotte scorsa ai piedi della falesia di Torre Mattarelle. Il recupero del corpo, probabilmente un clandestino annegato durante uno dei recenti sbarchi notturni nella zona, è stato complicato proprio dall'altezza della linea di costa in quel punto. Del caso si sta occupando la Squadra mobile di Brindisi.

Il vicequestore Alberto Somma, dirigente della Mobile, stamani ha precisato che il cadavere era seminudo e che non è stato possibile rilevare le impronte digitali poichè il polpastrelli erano saponificati dalla lunga permanenza in mare. Il medico legale ha stimato che il corpo sia rimasto in acqua almeno tre settimane, e questo rende compatibile il decesso con la data del penultimo sbarco nella zona di cui si ha cognizione ufficiale, quello del 4 novembre scorso quando tra i clandestini poi rintracciati dalle forze dell'ordine c'erano anche alcuni iraniani, oltre che curdi di nazionalità irachena e pakistani.

Iraniani e curdi sono antropologicamente caucasici, come gli europei. Il fatto che il corpo fosse parzialmente privo di indumenti si può spiegare con la necessità di alleggerirsi per nuotare sino a riva. Inoltre, sempre dal primo esame cadaverico, non vi sarebbero tracce appartenti di violenza. La morte potrebbe essere giunta per annegamento o ipotermia, o il primo a causa proprio della seconda. Una delle tante tragedie dell'immigrazione, dunque.

L'identificazione al momento appare difficilissima, a meno che non giungano per via consolare richieste o segnalazioni fatte dai parenti di persone che dopo la partenza dal paese di origine non hanno più dato notizie di sé.

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