rotate-mobile
Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Un custode sgradito? Il giudice conferma

BRINDISI – Le iniziative legali dell’Autorità portuale di Brindisi forse superano quelle sui mercati marittimi nazionali ed internazionali. L’ultima della serie è l’opposizione alla nomina di custode giudiziale del traghetto Ionian Spirit dell’agente marittimo Franco Aversa.

BRINDISI - Le iniziative legali dell'Autorità portuale di Brindisi forse superano quelle sui mercati marittimi nazionali ed internazionali. L'ultima della serie è l'opposizione alla nomina di custode giudiziale del traghetto Ionian Spirit dell'agente marittimo Franco Aversa, che solo perché opposto all'ente in vari contenziosi, sia nel corso della gestione di Giuseppe Giurgola che in quella di Iraklis Haralambidis, non potrebbe svolgere tale compito. La stessa cosa potrebbe sostenere, a questo punto, nei confronti dell'Autorità portuale lo stesso Aversa, o qualsiasi altro cittadino a parti invertite. Ma tant'è. Conclusione, il giudice ha rigettato il ricorso dell'Authority ritenendo immotivata la richiesta.

Per Aversa ed il suo avvocato, non solo la richiesta è immotivata, ma prefigura un atteggiamento di rivalsa dopo alcune sconfitte in giudizio dell'ente opposto in alcuni casi ad Aversa, e in uno all'associazione degli agenti marittimi, a proposito della legittimità delle tabelle dei diritti portuali, contestate dagli armatori e annullate dal Tar di Lecce. L'Autorità Portuale infatti non è entrata nel merito della professionalità di Aversa o della sua capacità a svolgere le funzioni di custode giudiziale, ma ha solo contestato la "opportunità" della designazione alla luce proprio dei rapporti tra Aversa, l'armatore che ha rappresentato a Brindisi nel caso della Ionian Spirit, e l'Authority sul piano della disputa giudiziaria sui diritti portuali.

La designazione di Aversa era stata decisa dal giudice Laura Liguori, quale presidente facente funzioni della sezione feriale del Tribunale civile, il 16 agosto scorso, sulla scorta di una parere favorevole della Capitaneria di Porto. La contestazione era stata istantanea, lo stesso giorno, con una nota del dirigente Aldo Tanzarella a giudice e Capitaneria di Porto. Peraltro, con la stessa, Tanzarella sosteneva che la competenza tecnica e l'onere per evitare inquinamento delle acque portuali da parte del traghetto ricadono sulla Capitaneria. E' solo l'inizio di una schermaglia per scaricarsi dell'onere di svuotare i serbatoi delle acque nere della nave, ormai stracolmi, e della responsabilità di altri eventuali sversamenti in attesa della eventuale asta del traghetto.

La questione della custodia intanto è stata risolta dal giudice Giovanni Surdo, il quale, alla luce dell'ascolto delle parti nell'udienza del 26 agosto, proprio oggi 9 settembre ha rigettato l'istanza di sostituzione di Franco Aversa, confermandolo nell'incarico di custode giudiziale della nave, sullo stato della quale dovrà consegnare entro 40 giorni un dettagliato rapporto. Nel provvedimento, il giudice non ha ravvisato rilievi sulle capacità di Aversa a svolgere l'incarico, rilevando invece che i motivi di opposizione dell'Autorità portuale "attengono a contrasti relativi e a contenziosi pendenti".

Insomma, ora sarà Aversa a indicare anche, di volta in volta, bisogni ed emergenze riguardanti la tenuta in sicurezza della nave sotto sequestro. Proprio ciò che alla ex stazione marittima non volevano? Tranquilli: c'è sempre il parere terzo e competente della Capitaneria. O anche questo non va bene?

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un custode sgradito? Il giudice conferma

BrindisiReport è in caricamento