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La distesa di ghiaia a ridosso della tribuna

La distesa di ghiaia a ridosso della tribuna

Un impianto inagibile costato 400mila euro

BRINDISI – Il derby di Prima Categoria Real Paradiso-Fasano avrebbe richiamato, ieri mattina, centinaia di persone sugli spalti dello stadio di via Torretta. Ma il match è stato disputato a porte chiuse per mancata omologazione. A cosa sono serviti, dunque, i 400mila euro spesi dal Comune di Brindisi per ristrutturare e adeguare l’impianto?

BRINDISI - Il derby di Prima Categoria Real Paradiso-Fasano avrebbe richiamato, ieri mattina, centinaia di persone sugli spalti dello stadio di via Torretta. Ma il match è stato disputato a porte chiuse per mancata omologazione. A cosa sono serviti, dunque, i 400mila euro spesi dal Comune di Brindisi per ristrutturare e adeguare l'impianto alle normative federali?

Nel corso di un sopralluogo effettuato la scorsa settimana, la commissione Pubblici spettacoli della prefettura ha decretato che lo stadio non soddisfa i requisiti minimi di sicurezza per lo svolgimento di una partita di calcio con pubblico sugli spalti. La prima e più grossolana anomalia riscontrata dalla commissione è stata la stesura di un manto di ghiaia nello spazio compreso fra il piazzale di ingresso dello stadio e le tribunette.

Chiunque abbia dimestichezza con gli stadi delle serie minori, potrà confermare di non aver mai visto una distesa di pietre realizzata proprio a ridosso degli spalti: una sorta di invito a nozze per gli scalmanati in preda a un raptus di ira nei confronti di arbitro, giocatori o tifosi avversari. Ma soprattutto viene da chiedersi per quale motivo sia stata piazzata la ghiaia laddove, prima dell'inizio dei lavori di restyling, c'era una regolamentare distesa di cemento.

La seconda anomalia è stata riscontrata nei locali situati sotto le tribune, trasformati in un vero e proprio deposito abusivo di materiale edile di risulta. I funzionari della Digos presenti al sopralluogo hanno fotografato piccoli cumuli di prodotti di scarto dei cantieri, nella stessa area in cui sorgono anche i servizi igienici. Un modo originale, insomma, per nascondere la polvere sotto il tappeto.

Ci sono poi altri aspetti che lasciano perplessi: la distesa di erba incolta situata nello spazio compreso fra l'ingresso secondario dello stadio e la tribunetta destinata alla tifoseria ospite; le cataste di rami abbandonati alle spalle della porta di gioco lato sud; i pezzi di ferro arrugginito che spuntano dal muro perimetrale lato spogliatoi; una pala meccanica lasciata in bella mostra a poche decine di metri dagli spogliatoi; i pezzi di intonaco che cominciano a staccarsi da una delle tribunette.

Vista l'ingente somma investita dall'amministrazione comunale per rimettere a nuovo l'impianto, inoltre, la società del Paradiso sperava che le venisse consegnato un terreno di gioco senza neanche una sbavatura. Anche ieri, invece, sono parsi evidenti i rimbalzi irregolari del pallone, soprattutto lungo la fascia lato tribune. E un collaboratore della società spiega di aver dovuto realizzare di propria iniziativa un rudimentale impianto di drenaggio dell'acqua, per scongiurare il rischio che il campo si trasformasse in un pantano alla prima giornata di pioggia battente.

Fra i dirigenti del sodalizio brindisino si respira un sentimento di rabbia misto a rassegnazione. Affidati alla ditta Ilario Group di Brindisi, i lavori di ristrutturazione dello stadio si sarebbero dovuti chiudere con abbondante margine d'anticipo rispetto alla fine della passata stagione agonistica. E invece si sono trascinati fino allo scorso settembre.

Dopo aver dovuto rinunciare per un anno intero al calore dei propri sostenitori, la dirigenza del Paradiso spera adesso che non occorrano tempi biblici per porre rimedio ai difetti riscontrati dalla Commissione Pubblici spettacoli. Questo anche in considerazione degli enormi sforzi profusi dalla società per fornire ai ragazzi del quartiere una valida alternativa alla strada.

 

 

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