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Un'immagine registrata dalle telecamere interne della gioielleria presa di mira

Un'immagine registrata dalle telecamere interne della gioielleria presa di mira

Condannato per rapina, risarcisce il danno morale: ottiene i domiciliari

Antonio Gabellone, 21 anni, venne arrestato subito dopo il colpo nell'oreficeria dell'area commerciale Centrum di Lecce il 15 settembre 2016. Assegni da 500 euro alle persone presenti nella gioielleria. Il gip accoglie l'istanza dell'avvocato d'Amuri, nuovo difensore

BRINDISI – Ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo aver risarcito per lo spavento titolari e clienti dell’oreficeria che rapinò con un complice: Antonio Gabellone, 21 anni, brindisino, ha lasciato oggi il carcere. In cella era ristretto dal 15 settembre 2015, giorno del colpo nell’area commerciale Centrum di Lecce.

Rapina gioielleria Lecce-3-2-2

La notizia arriva dal Tribunale salentino, dove il gip  Antonia Martalò, ha accolto l’istanza presentata dal nuovo difensore, Daniela d’Amuri (foto in basso), secondo il quale da allora le esigenze cautelari sono attenuate tenuto conto del fatto che l’imputato ha  dimostrato un “atteggiamento di resipiscenza”, poiché ha voluto versare una somma pari a 500 euro, a testa, a titolo di ristoro per danni morali nei confronti delle persone che quel giorno erano presenti all’interno della gioielleria che prese di mira. Gabellone e  il complice, Roland Karaj, arrestato anche lui,  erano armati e minacciarono i presenti di non muoversi. Gabellone aveva una pistola in metallo, di calibro 6.35, priva di marca, modello e matricola, munita di caricatore contenente cinque cartucce, rinvenuta con cane armato e una sesta cartuccia camerata, pronta a fare fuoco. Karaj una  calibro7.65,  di marca Beretta

daniela d'amuri-7La penalista, subentrata nella difesa di Gabellone, ha rimarcato come l’imputato abbia dichiarato la volontà di risarcire le “vittime della rapina” in tal modo assumendo consapevolezza delle conseguenze dell’azione. Azione che il brindisino definì come il più grande errore della sua vita, subito dopo essere stato arrestato dagli agenti della sezione Volanti di Lecce. In abbreviato, lo scorso mese di febbraio, è stato condannato alla pena di cinque anni di reclusione, con altro difensore. L’avvocato d’Amuri ha già anticipato la volontà di ricorrere in Appello, non appena saranno depositate le motivazioni del gup.

Il giovane venne arrestato preso dopo un breve inseguimento, appena uscito dall’oreficeria “Prima”nell’area commerciale Centrum, tra via Giovanni Paolo II e via Alcide de Gasperi, a Lecce. Erano le 11,30. Se il piano fosse andato come era stato immaginato, Gabellone avrebbe portato a casa gioielli per un valore di 150mila euro, stando alle stime. Bottino che avrebbe diviso con il secondo ragazzo preso dagli agenti, Karaj, di origine albanese ma da qualche tempo residente a Brindisi.

Quest’ultimo venne arrestato dopo un inseguimento per le strade limitrofe, terminato quando il giovane ha cercato rifugio all’interno di un condominio, riuscendo a salire sino al terrazzo: probabilmente voleva tentare la fuga sui tetti per mantenere la libertà, sparò tre o quattro colpi di pistola per cercare di aprire la porta che gli avrebbe permesso di proseguire la fuga, ma venne raggiunto dai poliziotti. Furono accusati di rapina aggravata, porto abusivo di arma da fuoco, resistenza a pubblico ufficiale. E ancora spari in luogo pubblico.


 

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