Una brusca frenata, poi lo schianto: indagini sulla morte del centauro

CAROVIGNO - Una frenata, la più lunga e disgraziata della sua vita: poi lo schianto. Mortale. La sua moto, una Suzuki 1100 da strada sino a qualche attimo prima potente e fiammante, è ridotta ad un ammasso di lamiere. Il suo corpo, ormai privo di vita, è steso a ridosso del guardrail, in una pozza di sangue, coperto da un lenzuolo bianco. Al suo fianco il casco. Sequenze dell’ultimo, tremendo “schianto”. Gianni Taliento - 42 anni, noto commerciante di Carovigno - è deceduto praticamente sul colpo, vittima nel tardo pomeriggio di oggi di un tragico incidente stradale verificatosi lungo la complanare che collega la Statale 379 alla provinciale Ostuni-Torre Pozzelle.

La terribile scena dell'incidente sulla Ostuni - Torre Pozzella

CAROVIGNO - Una frenata, la più lunga e disgraziata della sua vita: poi lo schianto. Mortale. La sua moto, una Suzuki 1100 da strada sino a qualche attimo prima potente e fiammante, è ridotta ad un ammasso di lamiere. Il suo corpo, ormai privo di vita, è steso a ridosso del guardrail, in una pozza di sangue, coperto da un lenzuolo bianco. A fianco, il casco. Sequenze dell’ultimo, tremendo “schianto”. Gianni Taliento - 42 anni, noto commerciante di Carovigno - è deceduto praticamente sul colpo, vittima nel tardo pomeriggio di oggi di un tragico incidente stradale verificatosi lungo la complanare che collega la Statale 379 alla provinciale Ostuni-Torre Pozzelle.

Una dinamica non facile da ricostruire quella dell’impatto in cui ha perso la vita lo sfortunato gestore del bar e ricevitoria “Trampolines”, sito in Corso Umberto, a Carovigno. E’ probabile che Taliento fosse diretto sulla superstrada 379. Difficile al momento stabilire le cause dell’incidente. La moto del giovane, per cause ancora in corso di accertamento da parte del personale della Polizia stradale di Fasano e di Brindisi, è uscita fuori strada andando a sbattere con violenza contro la cinta di protezione. Un impatto violentissimo, che non ha lasciato scampo al centauro.

La prima, sommaria ricostruzione dell’accaduto, dunque: partendo dalle certezze. La moto viaggiava in direzione Brindisi. Ancora un paio di curve e pochi metri, poi avrebbe imboccato lo svincolo per la superstrada. E qui la ricostruzione si fa più complessa. Cosa abbia potuto causare la sbandata fatale resta un mistero. Forse una distrazione, oppure l’eccessiva velocità. Tutte ipotesi al vaglio degli inquirenti, che in queste ore stanno indagando anche al fine di accertare l’eventuale coinvolgimento nel terribile e tragico sinistro di altri automezzi. Un’attività di prassi in questi casi, spiegano gli stessi investigatori.

Quando i medici del servizi 118 sono giunti sul luogo dell’incidente, sollecitati da alcuni automobilisti di passaggio, hanno potuto soltanto appurare il decesso di Taliento. Su disposizione del sostituto procuratore di turno, la salma del giovane è stata trasferita presso la sala mortuaria del cimitero, per gli ultimi accertamenti ed in attesa di essere consegnata ai familiari.

Le indagini, curate dagli agenti della Polstrada (giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco del Distaccamento di Ostuni), consentiranno di fare piena luce sulla dinamica. La notizia del tremendo incidente è rimbalzata in serata a Carovigno, dove Taliento era molto conosciuto. Da parecchi anni gestiva il “Trampolines”, una pub-caffetteria lungo il corso principale della città della Nzegna. Lascia la moglie, Franca Ignone, e due bambine.

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