Una casa per l'Ato: quella di Vitali

FRANCAVILLA FONTANA - L'Ambito territoriale dei servizi sociali in cerca di sede trova sistemazione in casa dell’onorevole, alla modica cifra di 1500 euro al mese. Scoppia polemica a Francavilla Fontana con il Pd che grida allo scandalo contro Luigi Vitali, onorevole, leader provinciale del Pdl e consigliere comunale, e chiede la testa del vice sindaco Mimmo Bungaro (Pdl), con delega al ramo.

L'onorevole Luigi Vitali

FRANCAVILLA FONTANA - L'Ambito territoriale dei servizi sociali in cerca di sede trova sistemazione in casa dell’onorevole, alla modica cifra di 1500 euro al mese. Scoppia polemica a Francavilla Fontana con il Pd che grida allo scandalo contro Luigi Vitali, onorevole, leader provinciale del Pdl e consigliere comunale, e chiede la testa del vice sindaco Mimmo Bungaro (Pdl), con delega al ramo.

E’ proprio quest’ultimo il massimo responsabile dell’Ambito territoriale, struttura composta dai comuni di Francavilla Fontana (ente capofila), Carovigno, Ceglie Messapica, Oria, San Michele Salentino e Villa Castelli. L’organismo che aveva sede dall’atto della sua costituzione proprio nell’ufficio dei servizi sociali del Comune di Francavilla Fontana, era in cerca di una più struttura adeguata dove poter espletare le sue funzioni.

Viene emanato un bando di gara rivolto alle agenzie immobiliari, per l'offerta di locali idonei a soddisfare i requisiti richiesti, e la spunta la società Santa Lucia, unica concorrente con un'unica offerta, che propone, proprio un immobile di proprietà dell’onorevole situato in piazzale Matteotti nei pressi della stazione. L’affare, per 1500 euro al mese, è fatto. E le parti, si ritrovano a firmare l’oneroso contratto.

La procedura è regolare, non c’è nulla di illegale, ma la notizia crea non poco imbarazzo nel centrodestra. “E’ qui - fa notare il Pd attraverso il segretario cittadino Marcello Cafueri - che casca l’asino: oltre a Bungaro, il documento porta in calce la firma dell’onorevole del Pdl, Luigi Vitali. Il coordinatore  provinciale è, infatti, il proprietario dell’immobile. Ci troviamo di fronte ad un episodio gravissimo e scandaloso, per questo chiediamo l’annullamento del contratto e le dimissioni dell’assessore e vice sindaco Mimmo Bungaro”.

Vitali, contattato telefonicamente, getta acqua sul fuoco e spiega come l’intera vicenda sia stata gestita dall’agenzia immobiliare in maniera assolutamente legittima. Bungaro, da par suo, di dimettersi non ci pensa proprio: “Non mi dimetto, il mio obiettivo come amministratore e presidente dell'Ambito territoriale è quello di venire incontro alle esigenze dei meno abbienti cercando di sviluppare la rete dei servizi sociali e l’assistenza ai cittadini. La scelta degli uffici è stata fatta attraverso una regolare gara di evidenza pubblica”. E proprio sull’evidenza e la pubblicizzazione del bando, il Pd ha altro da recriminare dal momento che in pochi ne sarebbero stati a conoscenza, il che spiegherebbe la partecipazione di un’unica agenzia con una sola offerta.

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“Questa polemica – risponde l’onorevole Vitali – dimostra la pochezza di argomenti del Partito Democratico, che non avendo politicamente nulla da dire, si aggrappa a queste sterili iniziative prendendosela anche con il vice sindaco Bungaro. Si tratta di una procedura perfettamente regolare, il bando di gara – della durata iniziale di quindici giorni, visto che era solo pervenuta una domanda, è stato anche prorogato di altri quindici giorni per consentire a tutti di partecipare. Io tra l’altro, che quell’immobile lo affitto per duemila euro, quindi l'ho reso disponibile sottocosto. Non ci sono conflitti di interesse dal momento che io non ho rapporti con l’Ambito territoriale. E’ tutto trasparente, e io sono a posto in primis con la mia coscienza, che è il mio primo giudice”.

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