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Intervento dei carabinieri

Intervento dei carabinieri

Una lunga lettera, poi suicida col gas

S. PIETRO VERNOTICO - Per scrivere quella lunga lettera nella quale ha narrato la sua vita e le più grandi delusioni che le avevano spento ogni desiderio di stare al mondo, ha impiegato forse tutta la notte. Poi è andata in cucina. Ha staccato la bombola del gas che la alimentava e l’ha portata nella stanza da letto. Ha aperto la valvola e ha appoggiato la testa sul cuscino, aspettando che sopraggiungesse il sonno a cancellare i cattivi pensieri.

S. PIETRO VERNOTICO - Per scrivere quella lunga lettera nella quale ha narrato la sua vita e le più grandi delusioni che le avevano spento ogni desiderio di stare al mondo, ha impiegato forse tutta la notte. Poi è andata in cucina. Ha staccato la bombola del gas che la alimentava e l'ha portata nella stanza da letto. Ha aperto la valvola e ha appoggiato la testa sul cuscino, aspettando che sopraggiungesse il sonno a cancellare i cattivi pensieri.

E' morta così, per averlo deciso, una donna di 59 anni di San Pietro Vernotico. Lucida, fino all'ultimo, non si è fatta purtroppo deviare da alcun ripensamento. Ad accorgersi della sua triste fine è stata la figlia, quando ormai non c'era più niente da fare. Questa mattina la donna aveva chiamato la madre al telefonino, ma non aveva ottenuto risposta. Aveva insistito, ma nulla. Si è insospettita, anche perché sapeva che c'erano problemi, che l'afflizione degli ultimi tempi era sfociata in atteggiamenti tali da necessitare di cure specialistiche.

Nel manoscritto c'è tutto. Le storie d'amore finite, i gravi problemi economici che ne erano scaturiti. Una ricostruzione dettagliata fatta a penna, nell'inchiostro il perché del gesto estremo che l'ha separata da quegli affetti che le stavano dando una mano a risalire. Non c'è stato allarme, nel centro di San Pietro, questa mattina. I carabinieri, al comando del maresciallo Giuseppe Pisani, si sono precipitati non appena la figlia della 59enne ha lanciato l'allarme.

Le finestre dell'appartamento erano chiuse, i locali interni erano ormai saturi di gas ma il rapido intervento dei militari ha scongiurato il rischio di esplosione. Il corpo della povera vittima giaceva sul letto. Accanto la bombola adoperata come strumento di morte. Di quanto accaduto è stata avvertito subito il sostituto procuratore di turno che ha disposto che un medico legale eseguisse una ispezione esterna.

Chiare le circostanze del decesso, non c'era null'altro che potesse far dubitare che si fosse trattato di un suicidio. La lettera ai propri cari ne erano la conferma lasciata su carta.

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