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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Carovigno

L'assessore si difende: "La mia non era apologia del fascismo"

L’assessore comunale di Carovigno finito al centro delle cronache per un suo post su Facebook inneggiante alla Repubblica di Salò, poi rimosso dallo stesso, invia alla stampa una nota in cui si difende dalle accuse di apologia del fascismo

CAROVIGNO – L’assessore comunale di Carovigno finito al centro delle cronache per un suo post su Facebook inneggiante alla Repubblica di Salò, poi rimosso dallo stesso, invia alla stampa una nota in cui si difende dalle accuse di apologia del fascismo. La Costituzione della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, consente a Vincenzo Vacca il diritto di replica, e noi lo applichiamo pubblicando integralmente la sua lettera, ma anche il post con i contenuti oggetto di reazioni politiche. Che la maggior parte delle stesse siano giunte da sinistra non vuol dire che chi ha taciuto abbia ragione.

Sono obbligato, dall’accanimento contro di me  e dal clamore mediatico  suscitato da una mia esternazione  su Facebook, ad intervenire non solo per tutelare la mia persona ma sopra tutto per tutelare la mia famiglia e le Istituzioni che rappresento. E' evidente  che quella mia dichiarazione  ha consentito ad alcuni una speculazione  frutto anche di un voluto  stravolgimento di quanto da me  sinteticamente scritto e, forse anche, a causa della sinteticità, poco chiaramente scritto.

Ho sempre avuto le mie idee politiche che non  rinnegherò. Non sono di sinistra  e forse questo è il peccato originale  per cui  da parte di alcuni  mi si chiede  il “conto”. Non rinnegherò  le mie radici  e i miei principi basati sulla onestà e sul rispetto in termini assoluti dello Stato e  delle Istituzioni. In anni di militanza politica e di partecipazione  all'interno delle istituzioni pubbliche le mie mani e la mia coscienza sono pulite e terse. Altri credo non possano dire la stessa cosa.

Il post su facebook dell'assessore Enzo vacca di carovigno, inneggiante alla Repubblica sociale italiana-2Sono fascista? Agisco e predico si da fare apologia del fascismo? No, nel modo più assoluto. Se essere fascista è mettere lo Stato, le Istituzioni  prima di tutto forse lo sono. Se essere fascista è riuscire a  dire che dopo anni, oltre settanta, è il momento di  ricordare anche quei ragazzi  che fecero un’altra scelta e morirono per un’altra scelta, allora forse lo sono. Non ho mai  predicato  ritorni, storicamente, logicamente impossibili. Sarei  demente e credo di non esserlo.

Non ho mai ritenuto  la guerra civile come  un fatto storico da dimenticare. Credo invece che  coloro che si schierarono contro il fascismo e il nazismo credevano  in qualcosa che tutti dobbiamo rispettare. Il rispetto non è però dimenticare, non può obnubilarci. Se da una parte, furono commessi crimini,  è dovere  di tutti noi  condannarli come è dovere di tutti noi, e invito i miei detrattori  a leggere Pansa, condannare chi  predicando odio, dopo la fine della guerra, commise crimini e realizzò vendette fuori da ogni comprensibile  logica conseguenza.

Quando parlavo di servi ed invasori mi riferivo a questi  sopra tutto alle truppe di Tito. Ad esempio, che invasero i territori italiani e  complici alcune bande  di italiani  realizzarono  le stragi nelle Foibe del Carso. Questa è storia certificata da sentenze penali. In particolare  a queste vicende  mi riferivo.

Si chiedono le mie dimissioni. Non mi dimetterò convinto che  la Verità è la medicina, per alcuni, forse amara, con la quale potremo  far scomparire le ultime tracce di odio che purtroppo vedo ancora esistono. Si chiede l'intervento del Prefetto in mio danno. Sono pronto a rispondere al Rappresentante dello Stato  come è giusto che sia se mi verranno da quella Autorità poste domande o richieste giustificazioni.

Ai Cittadini del mio piccolo Paese  dico: scusate  per il clamore mediatico che altri hanno voluto e sappiate che io sono al Vostro servizio  come sempre  perché la mia storia ed il mio credo  mi impongono  di  essere al Vostro servizio. La Politica per me è servizio e verità, pulizia morale e onestà.

BrindisiReport - Più per i lettori che per l'assessore Vacca: la agghiacciante vicenda delle persone spinte nelle foibe sul Carso, spiegano i resoconti storici più accurati, fu una vendetta per le atrocità commesse dai nazi-fascisti durante la loro occupazione nei confronti soprattutto delle popolazioni istriane di origine slava, con tante vittime precipitane nelle cavità che si trovano nella zona. In entrambi i casi, vittime innocenti di una spirale di odio che non va dimenticata.

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