Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Impianto Cdr: anche la denuncia di privati dietro la nuova inchiesta della procura

“Questo è quello che succede ogni mattina, ogni santa mattina, io per uscire da casa devo fare una corsa ad ostacoli tra i camion in fila per scaricare rifiuti, alcuni dei quali perdono percolato sull’asfalto”: c’è anche un video girato da un residente che vive a una manciata di metri dall’impianto di Cdr, nel nuovo fascicolo d’inchiesta aperto dai pubblici ministeri della Procura di Brindisi sulla gestione del sito

BRINDISI – “Questo è quello che succede ogni mattina, ogni santa mattina, io per uscire da casa devo fare una corsa ad ostacoli tra i camion in fila per scaricare rifiuti, alcuni dei quali perdono percolato sull’asfalto”: c’è anche un video girato da un residente che vive a una manciata di metri dall’impianto di Cdr,  nel nuovo fascicolo d’inchiesta aperto dai pubblici ministeri della Procura di Brindisi sulla gestione del sito, nel quale sono stati raccolti i verbali dei sopralluoghi dei tecnici della Asl, dello Spesal e dei vigili del fuoco, dai quali è scaturita la sospensione del certificato antincendio dopo aver riscontrato un elevato rischio di combustione all’interno del sito per la massiccia presenza di rifiuti, anche davanti alle porte di accesso alle vie di fuga, trovate bloccate.

Il filmato è stato girato da Andrea Muscara ed è stato pubblicato su You Tube (guarda il video), basta fare una ricerca per scovare la denuncia che, a quanto pare, avrebbe costituito l’input per le verifiche condotte  in prima battuta dai funzionari dell’Azienda sanitaria locale, il 5 agosto scorso, e successivamente, a distanza di nove giorni, dai pompieri e dagli ispettori del Servizio di prevenzione sicurezza sui luoghi di lavoro (Spesal che fa capo sempre alla Asl): ieri, nel corso di un incontro che si è tenuto a Palazzo Nervegna, alla ditta Nubile è stato assegnato un termine  che dovrebbe scadere entro la fine del mese per superare le “criticità”.

La fila di camion carichi di rifiuti all'esterno dell'impianto di Cdr-2Il privato deve portare l’impianto in condizioni tali da ridurre ai limiti consentiti dalla legge e richiamati nell’autorizzazione alla gestione, il rischio di incendio che, a sua volta, ha ripercussioni sulla sicurezza per i lavoratori. In caso contrario, dalla sospensione del certificato antincendio, si passa alla revoca. Il che significa blocco del sito di Brindisi, chiusura immediata con conseguente comunicazione alla Procura per le valutazioni sul piano penale e alla Prefettura in qualità di massima autorità competenze in materia di preservazione della pubblica e privata incolumità, poiché è il rappresentante del governo che firma la revoca all’autorizzazione.

I tempi, quindi, sono strettissimi. Vero è che i camion ieri pomeriggio e stamattina hanno raccolto i rifiuti all’interno dell’impianto di Cdr per trasportarli nella discarica Formica, contattata dal Comune di Brindisi per chiedere un allungamento dell’orario di apertura. Ma è altrettanto vero che la mole di materiale da trasferire, è tanta. Tantissima, stando a quanto si vede nelle fotografie scattate al momento dei sopralluoghi. Lo stesso Comune di Brindisi ha già contattato il gestore di un impianto simile che si trova a Massafra, sia pure per le vie brevi, a conferma del fatto che il rischio di chiusura del sito di via per Pandi è concreto e viene avvertito. Così come concreto è l’aumento della tassa si rifiuti che ne conseguirebbe, ipotesi sulla quale si sono espressi con notevole preoccupazione i sindaci dei Comuni dell’Oga.

Un’idea della mole di rifiuti in arrivo in via per Pandi, emerge anche dal  video girato con il telefonino dal brindisino Muscara:  mostra una colonna di camion visibili dal balcone del villetta in cui il brindisino vive con la sua famiglia, se ne contano dieci, fermi, in attesa di varcare la soglia d’ingresso dell’impianto di Cdr affidato in gestione alla società Nubile di Luca Screti, nel 2011, già finito sotto la lente di ingrandimento degli agenti della Digos.

Camion fermi all'esterno dell'impianto di Cdr sulla strada per Pandi-2I poliziotti, nel sito, sarebbero tornati  anche di recente per acquisire ulteriori elementi da aggiungere a quelli già trasmessi ai pm lo scorso mese di maggio dopo una nuova visita negli uffici del Comune di Brindisi, sui lavori di adeguamento dell’impianto, necessari per la messa in marcia. Circostanza riferita da BrindisiReport.

Il 12 maggio, infatti, gli uomini coordinati dal vice questore Vincenzo Zingaro, hanno acquisito una serie di documenti, per lo più in formato cartaceo, in arrivo e in partenza dal Palazzo e aventi ad oggetto la gestione e il funzionamento della struttura affidata con contratto alla ditta Nubile srl, sulla quale – come si  sa– è in atto un confronto dai toni piuttosto elevati tra la parte pubblica, Comune di Brindisi in primis, in qualità di capofila dell’Organo d’Ambito (Oga) che racchiude tutti i comuni della provincia, e quella privata.

La storia, per ora, vede come protagonisti principali da un lato la ditta Nubile con il suo amministratore unico, Luca Screti e dall’altro l’Amministrazione comunale con il sindaco pro tempore, Mimmo Consales. Nel mezzo i fornitori, più in generale le imprese che avrebbero lavorato per conto della titolare dell’appalto di gestione dell’impianto di Cdr.

Ricostruendo i rapporti di tale natura, i pm Savina Toscani e Giuseppe De Nozza, titolari dell’inchiesta, hanno ritenuto necessario avvisare l’imprenditore Mimmo Convertino delle indagini in atto per continuarle rendendo possibile l’esercizio del diritto di difesa: l’avviso di garanzia, come è noto, gli è stato notificato un anno fa, in occasione della perquisizione negli uffici della sua ditta, disposta per raccogliere documenti sui lavori svolti per conto della Nubile inquadrati, a quanto pare, nelle operazioni di adeguamento dell’impianto ritenuto obsoleto.

L'impianto di Cdr gestito da Nubile-2Sia Screti, in ragione del ruolo ricoperto, che Convertino, in qualità di imprenditore titolare dell’omonima ditta, sono stati iscritti nel registro degli indagati, ipotizzando tre fattispecie di ipotesi di reato: inadempimento di contratto di pubbliche forniture, frode in pubbliche forniture ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti. I due sono difesi dagli avvocati Vincenzo Farina e Massimo Manfreda, i quali già in diverse occasioni hanno ribadito che la vicenda sarà chiarita e sin da subito hanno garantito massima disponibilità ai pm.

A rendere ancor più ingarbugliata la situazione rifiuti a Brindisi, c’è il sequestro della discarica di Autigno, avvenuto lo scorso 5 maggio, in relazione a presunti reati di natura ambientale. Ora, l’attenzione è sull’impianto di Cdr.

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