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Una rapina per pagare battesimi e vestiti

BRINDISI – A maggio c'è la comunione dei figli con ricevimenti già prenotati, poi mogli e amanti da mantenere, i soldi non bastano mai così acquistano un'auto e vanno a Bologna, perché tanto lì non li conosce nessuno, per fare una rapina.

BRINDISI - A maggio c'è la comunione dei figli con ricevimenti già prenotati, poi mogli e amanti da mantenere, i soldi non bastano mai così acquistano un'auto e vanno a Bologna, perché tanto lì non li conosce nessuno, per fare una rapina. Vengono però individuati e arrestati. Si tratta dei brindisini Damiano Felline di 32 anni, già custode presso una clinica privata brindisina, Carmelo Lazzari, 40 anni, buttafuori in vari locali del capoluogo emiliano, e Cosimo Chionna, 32 anni. Solo quest'ultimo è personaggio noto alle forze dell'ordine. Tutti e tre sono finiti in manette, un quarto complice è indagato a piede libero.

La rapina di cui i tre si sono resi responsabili è stata perpetrata alle 10 del mattino del 23 marzo scorso. Nel mirino della banda dei rapinatori in trasferta, la gioielleria Pezzoli di via Dagnini a Bologna. Da quanto è stato ricostruito dai carabinieri e immortalato dalle telecamere presenti nel negozio di preziosi, di proprietà del 75enne Gaetano Pezzoli, la banda pochi giorni prima del colpo si era recata nella gioielleria per scegliere un anello da acquistare. Il 23 marzo, poi, è entrata in azione. Lazzari e Felline si sono finti clienti mentre Chionna è rimasto sulla porta per fare da palo. Una volta dentro hanno estratto una pistola e minacciato il gioielliere e la moglie.

Volevano far aprire la cassaforte, il commerciante aveva, però, prontamente, bloccato la porta di ingresso automatica nel tentativo di incastrare i rapinatori fino all'arrivo delle forze dell'ordine, già allertate dal sistema antirapina. Uno dei due, ha picchiato l'anziano gioielliere fino a convincerlo a sbloccare l'ingresso. I tre, quindi, si sono dileguati. La rapina oltre che dal sistema di video sorveglianza è stata anche "registrata" da alcuni passanti, essendo la gioielleria affacciata direttamente sulla strada con ampie vetrine. Qualcuno è riuscito anche a prendere il numero di targa dell'auto con cui la banda di malviventi si è data alla fuga (una Kia Sorento di colore bianco), consegnandolo ai carabinieri.

Le ricerche sono scattate subito. Dal numero di targa è emerso che il mezzo apparteneva a un rivenditore di San Vito Dei Normanni che contattato avrebbe spiegato che la vettura era stata acquistata pochi giorni prima del 23 marzo da un certo Cosimo Lazzari e che il passaggio di proprietà non era ancora stato formalizzato. Questo è stato il punto di partenza delle indagini. Il 40enne è stato individuato, le immagini del sistema di video sorveglianza della gioielleria mostravano proprio la sua faccia.

È stato sottoposto a intercettazione telefonica e pian piano ogni tassello è stato messo al suo posto. Sono spuntati gli altri complici, dalle conversazione telefoniche è emerso che i tre avevano bisogno di soldi per affrontare le spese della prima comunione dei figli (prevista per maggio) e per mantenere mogli e qualcuno pure l'amante, dicono i carabinieri. L'unico modo era fare una rapina.

I tre sono stati catturati e arrestati l'11 aprile scorso. L'arresto è anche stato convalidato. C'è un quarto complice, a quanto pare l'autista della Kia, indagato a piede libero. Oggi la notizia è stata diffusa suoi quotidiani romagnoli con tanto di fotogrammi che raccontano il brutale tentativo di rapina di cui si sono resi responsabili i tre brindisini.

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