Cronaca

Una tonnellata di pesce senza autorizzazione: maxisequestro nel porto di Brindisi

Una tonnellata di pesce, in parte sfuso, senza alcuna autorizzazione sanitaria: è un sequestro record quello effettuato nella giornata di oggi (7 agosto) dai militari della Capitaneria di porto di Brindisi al comando del capitano di vascello Mario Valente, in sinergia con i finanzieri della compagnia, il personale dell'agenzia delle Dogane e gli esperti dell'Asl di Brindisi

BRINDISI – Una tonnellata di pesce, in parte sfuso, senza alcuna autorizzazione sanitaria: è un sequestro record quello effettuato nella giornata di oggi (7 agosto) dai militari della Capitaneria di porto di Brindisi al comando del capitano di vascello Mario Valente, in sinergia con i finanzieri della compagnia, il personale dell’agenzia delle Dogane e gli esperti dell’Asl di Brindisi.

Il maxicarico di prodotti ittici occupava la cella frigorifero di un autoarticolato arrivato stamani presso la banchina di Costa Morena, a bordo della motonave “Euroferry Ignazia”, proveniente dalla Grecia. Il pesce era contenuto in parte in cartoni semiaperti e in parte era sfuso. Non vi erano etichette e relativi bolli sanitari. Tali derrate alimentari non erano accompagnate dalla documentazione prevista dalla normativa vigente.

Nella cella  si trovavano teleostei delle varie specie (tonni, merluzzi, sMaxisequestro di pesce nel porto di Brindisi 3-2corfani, rana pescatrici) cefalopodi (seppie, calamari e polipi). Il tutto è stato posto sotto sequestro. Da quanto appurato dalla Capitaneria di porto, il carico era destinato a un grande centro di distribuzione situato a Mazzara del Vallo (Trapani). Sia il camionista (il quale ha professato la sua buona fede) che il responsabile di tale centro ittico sono stati sanzionati per aver violato il regolamento Ce 178/2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.

Il valore complessivo della merce ammontava a circa 22mila euro. Ancora una volta, ha dimostrato tulla la sua efficacia l’attività di contrasto alle attività illegali di prodotti ittici e alle frodi alimentari che quotidianamente vede impegnata la Guardia costiera, in collaborazione con le altre istituzioni dello Stato che operano sullo stesso fronte. Se non fosse stato per l’operazione odierna, tutto quel pesce di dubbia provenienza sarebbe finito sui tavoli dei consumatori finali. 

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