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Università, braccio di ferro da tre milioni di euro tra Comune e Provincia

Il nodo legale approda al Consiglio di Stato su ricorso dell’Ente con sede in via de Leo dopo che l'Amministrazione cittadina ha ottenuto la revoca del decreto ingiuntivo

BRINDISI – Continua il braccio di ferro, legale, tra il Comune di Brindisi e la Provincia per le spese pari a tre milioni di euro legate all’istituzione dei corsi universitari, dopo la sottoscrizione delle convenzioni con gli Atenei del Salento e di Bari.

Palazzo Spada, Sede del Consiglio di Stato

Il nodo da sciogliere adesso è approdato davanti ai giudici del Consiglio di Stato, ai quali ha presentato ricorso l’Amministrazione provinciale lo scorso 13 dicembre, per ottenere la riforma della pronuncia del Tar, sezione di Lecce. Il collegio di primo grado ha accolto l’opposizione del Comune revocando il decreto ingiuntivo che era stato notificato a Palazzo di città, a mezzo posta elettronica certificata, il 22 luglio 2016, ordinando il pagamento della somma pari a 3.088.175 euro e 66 centesimi in favore della Provincia. Più interessi legali e rivalutazione monetaria sino all’effettivo versamento, nonché accessori di legge e spese.

A dividere i due contendenti sono le spese dei corsi di laurea attivati negli anni scorsi a Brindisi. La Provincia continua a sostenere che la somma sia stata anticipata per conto del Comune e per questo ne chiede il rimborso. L’Ente cittadino, dal canto suo, non intende procedere al versamento ripetendo che abbia già versato per altre voci sempre legate all’Università. Di conseguenza, il Comune resisterà dinanzi al Consiglio di Stato e le sue ragioni saranno rappresentate dagli avvocati interni Monica Canepa ed Emanuela Guarino. Il mandato è stato conferito con delibera del commissario Santi Giuffrè, adottata con i poteri della Giunta, il 19 dicembre scorso, alla presenza del segretario generale Pasquale Greco, al quale è stata assegnata la direzione del settore Affari Legali.

La somma pesa tanto sul bilancio del Comune che su quello della Provincia, ma pesa soprattutto come un incognita sul futuro degli studenti universitari brindisini i quali hanno scelto di restare nella loro città per investire sulla formazione. E meritano certezza degli impegni.

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