Cronaca

Università, il Comune non vuole pagare i tre milioni alla Provincia

L’Amministrazione cittadina di Brindisi rivendica crediti per integrazione scolastica e la Giunta delibera di presentare opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dall’Ente di via Leo per somme non versate per i corsi

BRINDISI – Tre milioni e passa di euro separano la Provincia dal Comune di Brindisi e sono la ragione del braccio di ferro legale che si consuma sul futuro dei corsi di laurea perché  l’Amministrazione cittadina non intende pagare l’Ente di via De Leo per le somme anticipate come contributo agli Atenei di Lecce e Bari. Neppure ora che è stato notificato il decreto ingiuntivo dal Tar.

A Palazzo di città insistono nel dire no. Non è dovuto alcun pagamento, a differenza di quanto hanno affermato i giudici della sezione di Lecce, di fronte ai quali l’avvocato della Provincia, Mario Marino Guadalupi, ha ottenuto il riconoscimento delle ragioni poste alla base dell’esistenza del maxi credito e legate alle quote anticipate nel corso degli anni per il finanziamento dei corsi di laurea attivati.

Se per il  Tar non ci sono, né possono esserci, dubbi sul diritto della Provincia ad ottenere 3.088.175 euro e 66 centesimi, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, dalla domanda sino al soddisfo, per il Comune la verità è un’altra. Ed  è stata evidenziata di recente dal dirigente che, in quel periodo di tempo, aveva la responsabilità del Gabinetto del sindaco, vale a dire Angelo Roma, ora sostituito da Nicola Zizzi per effetto della rotazione voluta dalla prima cittadina Angela Carluccio.

Cosa sostiene il dirigente e di riflesso cosa afferma l’Amministrazione cittadina? Questo: vero che le Convenzioni firmate dal Comune prevedevano obblighi di versamenti per i corsi attivati con gli Atenei di Bari e Lecce, ma è altrettanto vero che nel corso del tempo l’Amministrazione cittadina ha sostituito la Provincia nel pagamento degli oneri derivanti dal servizio di integrazione scolastica che vanno scomputati. Non solo. Negli uffici del Comune viene anche evidenziata la “non corretta applicazione dei criteri di rendicontazione della Convenzione”, circostanza su cui più volte hanno chiesto lumi i revisori dei Conti, ottenendo l’avvio di una verifica.

Da quei controlli, è emerso che l’Amministrazione cittadina doveva versare alla Provincia la somma di 220.500, liquidazione avvenuta il 22 settembre 2015, a cui ha fatto seguito il versamento di 69.193,98 euro quale saldo per le spettanze dovute all’Università di Bari.

Fatte queste sottrazioni, il Comune sostiene che la somma indicata nel decreto ingiuntivo notificato via mail, con posta certificata, sia ancora da tagliare. Di parecchio anche. Più esattamente dell’importo che attiene al servizio di integrazione scolastica, i cui costi sarebbero stati sostenuti dall’Ente cittadino e non già dalla Provincia. Punto di partenza della contestazione. Ma nella delibera con cui la Giunta Carluccio ha deciso di opporsi al pagamento, non è stato indicato l’ammontare. La nomina degli avvocati interni è arrivata ieri, 26 settembre, quattro giorni prima della scadenza del termine per presentare opposizione nell’ambito della procedura monitoria.

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