Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Università: il protocollo c'è, ma senza i soldi della Regione sarà carta straccia

L’obiettivo è di rafforzare i corsi di laurea in Ingegneria e in Economia aziendale, oltre all’istituzione di un nuovo corso di Scienza del Farmaco, di un incubatore d’innovazione per la valorizzazione dei settori tradizionali e di un centro di studi internazionali per l’immigrazione. Ma senza i soldi della Regione, nulla di tutto ciò verrà realizzato. Il protocollo universitario rischia di cadere nel vuoto

BRINDISI – L’obiettivo è di rafforzare i corsi di laurea in Ingegneria e in Economia aziendale, oltre all’istituzione di un nuovo corso di Scienza del Farmaco, di un incubatore d’innovazione per la valorizzazione dei settori tradizionali e di un centro di studi internazionali per l’immigrazione. Ma senza i soldi della Regione (e non si sa se, come e quando potranno arrivare, ma soprattutto non si sa neanche quanto occorrerà), nulla di tutto ciò verrà realizzato. Il protocollo fra il Comune di Brindisi, Uniba e l’Università del Salento presentato stamani presso palazzo Nervegna al momento è solo una manifestazione di intenti che rischia di cadere nel vuoto se non arriveranno le risorse economiche.

Il documento ad ogni modo è stato presentato come una intesa “storica” dal sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, dall’assessore comunale alla Pubblic Istruzione, Gioacchino Margarito, e dai rappresentati dell’ateneo salentino, il prorettore vicario Domenico De Fazio, e di quello barese che hanno partecipato all'incontro.

La convenzione con l’università di Bari risale all’aprile del 2002. Due anni dopo venne sottoscritta quella con l’università di Lecce. Attualmente Uniba garantisce a Brindisi due corsi di laurea (Economia aziendale e Professioni sanitarie) con sede presso l’x ospedale di Summa. Nella Cittadella della ricerca, invece, è ospitato il corso di laurea in Ingegneria di Unisalento. Il “protocollo quadro per il consolidamento ed il rilancio dell’offerta universitaria scientifico-didattica nel territorio di Brindisi” prevede cinque linee guida.

La prima consiste nel rafforzamento dei corsi di laurea triennale di Ingegneria industriale e del corso di laurea magistrale Aeorospace engineering. Il progetto, in particolare, “si propone di innovare ed internazionalizzare il corso, formalizzando la validità internazionale del titolo di studio, anche al fine di incentivare gli studenti salentini a studiare nel territorio e di attrarre a Brindisi anche studenti stranieri”.

La seconda prevede il rafforzamento del corso di laurea in economia aziendale “anche attraverso iniziative formative e di specializzazione nei settori dell’Economia dei trasporti e della logistica, in virtù della presenza, nel Comune di Brinsisi, di importanti infrastrutture (porto e aeroporto) e di una significativa rete di collegamenti”.

La terza punta all’attivazione di un corso di laurea in Scienza del farmaco – Farmacia e Farmacia industriale. Questo “sarà frutto della cooperazione tra le università di Bari e del Salento e verrà inserito all’interno di un nascente polo chimico-farmaceutico, da realizzarsi attraverso accordi con le industrie operanti sul territorio brindisino". E in attesa dell’attivazione di tale corso, “è previsto per l’anno accademico 2016/17 un master in Farmaco-economia, post laurea, di cui si registra una significativa domanda nell’ambito delle professioni farmaceutiche”. Su questo versante è previsto anche il coinvolgimento degli ordini professionali.

La quarta è incentrata sull’attivazione a Brindisi di un “corso ad alta formazione per start-up di imprese medio piccole, sotto forma di incubatore di impresa, mirato alla formazione e allo sviluppo di forme di auto imprenditorialità nei settore economici tradizionali, quali ad esempio, quelli vinicolo, agroalimentare ed enogastronomico”.

Infine è prevista l’istituzione di un Centro studi internazionali sull’immigrazione riconducibile a Unisalento, con il compito di condurre “una attività di ricerca finalizzata all’attivazione di corsi di alta specializzazione sulla tematica dei flussi migratori”. L’intenzione è quella di attivare “corsi di specializzazione o di alta formazione sulla Logistica di primo intervento, in collaborazione con la base logistica dell’Onu presente a Brindisi”. 

Su questi punti, ovviamente, nulla da eccepire. Sarebbe fantastico se davvero si riuscisse a potenziare secondo quanto previsto dal protocollo, l’offerta universitaria brindisina. Fra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo i finanziamenti della Regione Puglia. Il governo regionale è disposto a sostenere economicamente tale accordo? Questa domanda, al momento, non trova una risposta.

Lo stesso sindaco Consales, su richiesta dei giornalisti, non è stato in grado di fornire una stima di quanto bisognerà spendere per trasformare i sogni in realtà. “Questo – ha precisato il primo cittadino – non è un atto fondante per l’avvio di nuove facoltà, ma un patto storico di condivisione sulle finalità, che possono spingerci all’ottenimento di un risultato importante”. L’amministrazione comunale vorrebbe riproporre a Brindisi quanto già avvenuto con le sedi universitarie distaccate di Taranto e Foggia, che nel 2013 beneficiarono di un piano di finanziamenti stanziato dalla Regione, dai quali Brindisi restò esclusa.

Altra questione da chiarire è quella riguardante la sede dei corsi universitari. Il sindaco e l’assessore Margarito hanno riferito che per adesso l’ex ospedale Di Summa è una location adeguata ai corsi di Economia aziendale e Professioni sanitarie. “In futuro – spiega il primo cittadino – si potrà trovare una soluzione alternativa attraverso la valorizzazione del nostro patrimonio famigliare”. Per quanto riguarda la Cittadella della ricerca, invece, il sindaco, in qualità anche di consigliere provinciale (la Cittadella, va ricordato, è di proprietà della Provincia di Brindisi), ha spiegato che si verificheranno delle possibilità di intervento per migliorare i locali attualmente a disposizione dei corsi.

L’impressione, insomma, è che di strada da fare ce ne sia ancora tanta per far fare un salto di qualità ai corsi universitari di Brindisi. E senza l’intervento della Regione, il nuovo protocollo resterà lettera morta. 

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