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Soffiata di un impiegato del Comune: “C’è la questura”

Olivier Cannalire aveva appreso da un dipendente di Palazzo di città che c’era una Fiat Bravo della polizia accostata al muro dell’ospedale: “Guarda giù”. Con i ricavi comprati elettrodomestici e tv. La denuncia della Asl il 18 febbraio scorso

BRINDISI – Nella mole di intercettazioni raccolte nel fascicolo del pm, spunta anche la soffiata (così sembra) di un dipendente del Comune di Brindisi il cui nome è stato riportato nel provvedimento di arresto firmato dal gip: “Attento che c’è la Questura”.

L’invito a prestare la dovuta cautela sarebbe stato rivolto dall’impiegato di Palazzo di città a Olivier Cannalire, finito in carcere con le accuse di truffa aggravata in relazione alle assenze dal posto di lavoro riscontrate almeno venti volte, quattro episodi di furto aggravato e due di peculato nell’arco di poco più di sei mesi. Quel suggerimento sarebbe poi stato riferito dallo stesso Cannalire a Michelangelo Lombardi, in carcere anche lui da questa mattina, e a Massimiliano Bataccia, ai domiciliari.

La conversazione considerata di rilievo è quella del 12 maggio scorso alle 17 ed è in questa circostanza che si apprende che un impiegato dell’Amministrazione comunale di Brindisi avrebbe detto che c’era “una Fiat Bravo della Questura accostata al muro perimetrale dell’ospedale Perrino che guarda giù”, vale a dire verso il piazzale nel quale si affacciano i locali in uso alla Sanitaservice srl. A sua volta Bataccia avrebbe chiesto a Lombardi se fosse sicuro che le telecamere che inquadrava il piazzale non registrasse le immagini, ricevendo rassicurazioni in tal senso.

Dalle conversazioni emergono una serie di contatti nel Brindisino e nella provincia di Lecce per “piazzare” ossia vendere il materiale sottratto: un materasso, per esempio, è stato consegnato nel capoluogo salentino dietro pagamento di 200 euro; sei pacchi di pannolini per bambini sono stati consegnati ricavando 400 euro. Si scopre anche che il ricavato veniva destinato all’acquisto di elettrodomestici e di televisioni di ultima generazione.

La direzione della Asl ha provato anche a modificare le procedure di consegna, ma senza ottenere risultato come si legge nella denuncia sporta dal direttore generale Giuseppe Pasqualone lo scorso 18 febbraio presso il comando dei carabinieri: “A partire dal mese di dicembre 2014, si erano verificati numerosi ammanchi durante il trasporto in roller dalla farmacia dell’ospedale Perrino ai diversi reparti, nonostante fossero stati chiusi e sigillati”. Bisogna verificare e inizialmente i militari hanno svolto indagini di tipo tradizionale procedendo con appostamenti. Le auto, le Fiat Bravo c’erano effettivamente. Ma non erano della Questura.

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