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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Uragano di droga, Puffo chiede l’assoluzione: “Io già condannato e sto pagando”

Il difensore di Raffaele Renna: “Ne bis in idem, stessa accusa in altro processo con pena a 16 anni e otto mesi”

BRINDISI – Principio del “ne bis in idem”, ossia non due volte per la stessa accusa, è stato invocato dalla difesa di Raffaele Renna, alias Puffo, considerato l’imputato principale del processo per narcotraffico tra Brindisi e la zona a Sud della provincia, per il quale sono stati invocati venti anni di reclusione nel processo d’Appello scaturito dall’inchiesta Uragano.

 Raffaele RennaQuesta mattina, nel corso dell’arringa dinanzi alla Corte salentina, chiamata a esprimersi con sentenza, l’avvocato Francesco Cascione, difensore dell’imputato, ha fatto appello al principio in base al quale non è possibile giudicare una persona per lo stesso fatto, di fronte a una sentenza passata in giudicato e, quindi, definitiva. Per Renna (nella foto accanto) il riferimento è alla condanna alla pena di 16 anni e otto mesi di reclusione con accusa identica, vale a dire l’aver diretto e promosso un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti, nel territorio brindisino, fra il 2010 e il 2011.

La condanna, definitiva, si riferisce alla conclusione del processo derivato da una precedente inchiesta coordinata dai pubblici ministeri dell’Antimafia, chiamata Game Over. In questo caso Renna ha definito la sua posizione, optando per il giudizio con rito abbreviato. Secondo il difensore, i due capi di imputazione, prima quello legato all’inchiesta Game Over, poi quello imbastito per Uragano, c’è coincidenza della condotta contestata e del periodo di tempo, con esclusione di un solo mese durante il quale Puffo era detenuto in carcere. La detenzione sarebbe stato un impedimento concreto alla prosecuzione dei fatti, seguendo l’impostazione del penalista.

Nella prossima udienza sono previste le arringhe degli avvocati Laura Beltrami, Cinzia Cavallo e Giuseppe Guastella. La sentenza di secondo grado è attesa per la primavera.

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